Michael Bolton, un album r’n’b. «La musica degli anni ‘90? Non è all’altezza»

Michael Bolton, un album r’n’b. «La musica degli anni ‘90? Non è all’altezza»
Il cantante americano ha fatto un salto a Milano per presenziare alla prima puntata della trasmissione tv di Fabio Fazio, nella quale duetterà con Claudio Baglioni, e soprattutto per presentare "Timeless (The classics) Vol.2", il suo nuovo album (in uscita il 22 novembre). Il disco comprende 12 standard soprattutto del rhythm’n’blues - da "My Girl" a "Try a little tenderness", da Al Green a Sam Cooke. Soprattutto cantanti neri, gli si fa notare. «Non ci avevo nemmeno fatto caso: quando ho cominciato a cantare, non c’era una grande attenzione alle "categorie": personalmente mi piacevano gli interpreti che mi davano l’impressione di cantare con l’anima più che con le corde vocali. I cantanti che mi hanno più influenzato sono Ray Charles e Marvin Gaye». Tuttavia balzano agli occhi le due canzoni "bianche": "A whiter shade of pale" e "Like a rolling stone". « Ho voluto cambiare un po’ faccia al pezzo di Dylan, perché penso che sia sottovalutato come compositore puro. E poi, anche se lui interpreta la canzone a modo suo, il mio batterista sentendo la mia versione ha detto: "Sai, non ero mai riuscito a capire le parole: sono bellissime". D’altra parte, ho conosciuto Bob, e lui parla così...» - dice, producendosi in una imitazione di Dylan. «Quanto ai Procol Harum, è un buon esempio di incontro tra classica e soul. La gente la ascoltava fumando marijuana e dicendo: "Ehi, amico, mica male, sentiamola ancora" - e non sapevano si trattasse di Bach» . Parlando di musica classica, il suo prossimo progetto è «un disco con brani dei compositori più accessibili alle masse, tipo Puccini. La gente di solito è intimidita dalla classica, perché la maggior parte di noi non è educata ad ascoltarla. Bisogna gettare una specie di ponte, per portare la gente ad ascoltarla. In questo senso, per me Pavarotti è stata una rivelazione. Nel ‘96 mi ha aperto le porte dell’Italia, e mi ha fatto conoscere l’opera. Ora quando canto "Nessun dorma" nel Kentucky la gente di laggiù rimane folgorata». Tra i progetti, da segnalare che Bolton ha aperto da un anno una casa di produzione cinematografica, la Passion Films. «Produrremo e distribuiremo piccoli film, lavori a budget ridotto ma di qualità, cercando di realizzare cose come "ll postino", "Shine" o "American beauty". Ci sono anche due storie in cui penso di recitare, anche se non necessariamente come protagonista» .
Ma tornando alla musica e al suo nuovo disco, ci sono brani degli anni ‘90 che potrebbero reggere il confronto con quelli che lui considera "classici"? «Non me ne viene in mente nemmeno uno. E guarda che ci sto pensando... Il fatto è che oggi troppi ragazzini vengono dati in pasto alle tv e alle radio, e trattati come fenomeni quando già sappiamo che l’anno prossimo nessuno si ricorderà di loro. Comunque, c’è una canzone che è un classico di questo decennio, ma l’hanno già cantata Dolly Parton e Whitney Houston: è "I will always love you"» .
Ecco ad ogni buon conto la scaletta di "Timeless", con gli interpreti originali tra parentesi:
"Sexual healing" (Marvin Gaye)
"Tired of being alone" (Al Green)
"Let's stay together" (Al Green)
"My girl" (Temptations)
"Ain't no sunshine" (Bill Withers)
"What a wonderful world" (Sam Cooke)
"Like a rolling stone" (Bob Dylan)
"Can't stand the rain" (Ann Pebbles)
"Try a little tenderness" (Otis Redding)
"What you won't do for love" (Bobby Caldwell)
"Warm and tender love" (Percy Sledge)
"A whiter shade of pale" (Procol Harum)
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