Notizie
|
02/11/1999
Dixie Chicks, pallottole sui mariti
Sul "Corriere della Sera" Alessandra Farkas parla delle Dixie Chicks: «La loro canzone "Goodbye Earl", storia di una moglie che uccide il marito violento, è già diventata il nuovo inno delle femministe americane, conquistando, oltre ai vertici dell'hit parade, fans che fino ad oggi consideravano il country un genere per cowboy di provincia. Le Dixie Chicks sono il nuovo fenomeno musicale Usa. Hanno vinto premi al Grammy (l'Oscar delle canzoni), all'MTV Award e sono state le star assolute del Country Music Awards. Il loro album "Fly" è primo nella classifica country. Protagoniste del "miracolo" sono due sorelle, Emily Robison (banjo) e Martie Seidel (violino), fondatrici, a 19 anni, del gruppo originale cui più tardi si è unita la cantante-chitarrista Natalie Maines. Piacciono alle donne (per i loro brani ultrabattaglieri) e agli uomini, grazie al loro look (sono tutte e tre bionde e sexy). Ma la fama per le tre ragazze del Sud non è venuta senza polemiche. I critici sono perplessi di fronte al nome scelto dal gruppo: "le pollastre". "E' autoironia - ribattono loro -, chi non lo capisce non sa cos'è il country". Ma la polemica più rovente investe "Goodbye Earl", scritta per loro da Dennis Linde, autore tra l'altro dell'ultimo hit di Elvis Presley "Burnin' love". "Quando delle cantanti bianche e carine incitano all'omicidio si parla subito di un nuovo trend - punta il dito la rivista "Entertainment Weekly" -, ma se a farlo sono dei rapper neri, ecco che tutti li accusano di essere criminali, invocando la censura. Questo è razzismo puro"».