La reunion degli Who, prima a Las Vegas poi al Bridge Benefit di Neil Young

La reunion degli Who, prima a Las Vegas poi al Bridge Benefit di Neil Young
Un tutto esaurito, venerdì scorso 29 ottobre, all’MGM Grand Hotel and Casino, ha aperto il minitour degli Who, che riuniti in formazione a cinque - i tre superstiti (Roger Daltrey, Pete Townshend e John Entwistle) più il tastierista John "Rabbit" Bundrick e il batterista Zak Starkey, figlio dell’ex Beatle Ringo Starr - hanno messo in scaletta anche classici come "I can't explain", "My generation", “Substitute”, “Anyway anyhow anywhere”, “The kids are alright”. Il concerto ha chiuso i lavori della convention IBash '99, che ha visto la presentazione di pixelon.com, “il primo broadcast network ad offrire immagini e audio di qualità televisiva”. E pixelon.com ha appunto trasmesso, oltre al concerto degli Who, anche esibizioni di Kiss, Sugar Ray, Natalie Cole, Brian Setzer Orchestra, Tony Bennett, Dixie Chicks e LeAnn Rimes. Daltrey ha dichiarato: «Siamo interessati all’aspetto tecnologico della cosa… inoltre ci hanno dato un pacco di soldi, il che ci permette di tenere, qui negli Stati Uniti, tre concerti gratuiti per beneficenza».
I primi due dei quali si sono tenuti, sabato 30 e domenica 31, nell’ambito del Bridge School Benefit Concert organizzato a Mountain View, California, da Neil Young. Qui gli Who hanno proposto un set acustico, come del resto hanno fatto anche i Green Day, includendovi una nuova canzone, “Warning”. Un brano nuovo a testa hanno presentato anche i Pearl Jam e gli Smashing Pumpkins.
Questi ultimi hanno aperto come duo - Billy Corgan e James Iha - eseguendo “Stay (Faraway, so close!)” degli U2 e “Ol’ 55” di Tom Waits”. Poi hanno chiamato il batterista Jimmy Chamberlin per proporre un inedito «scritto una settimana fa». i Pearl Jam hanno inserito nella loro scaletta, fra “Last kiss”, “Wish list” e l’inedita su disco “Footsteps”, un brano nuovo ancora senza titolo.
Al primo dei due concerti del Bridge School hanno inoltre preso parte, oltre a Neil Young (che ha proposto “Looking forward”, canzone che intitola il recente album di CSN&Y), Tom Waits, Emmylou Harris, Lucinda Williams e Brian Wilson (che con Sheryl Crow, Eddie Vedder dei Pearl Jam e Neil Young ha cantato il classico dei Beach Boys “Surfin’ U.S.A.”).
In chiusura, gli Who con Neil Young, Pearl Jam, Sheryl Crow, Emmylou Harris e Billie Joe Armstrong dei Green Day hanno intonato “I shall be released” di Bob Dylan.
Dall'archivio di Rockol - La storia di "Tommy" la rock opera degli Who
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.