Il giro d’Italia in aereo di Claudio Baglioni

Il giro d’Italia in aereo di Claudio Baglioni
E’ in corso il tour de force promozionale di Claudio Baglioni, che sta incontrando, in diverse città d’Italia, i vincitori di un concorso organizzato da un gestore di servizi telefonici. Questa mattina era a Milano (e all’aeroporto di Malpensa non ha fatto il tutto esaurito: i 500 posti disponibili non erano interamente occupati), poi ha toccato Firenze, poi Napoli, da dove ripartirà per fare tappa a Catania intorno alle 21, e infine rientrare a Roma, dove domani chiuderà questa singolare maratona.
Claudio Baglioni viaggia con la compagna Rossella a bordo di un ATR 42, insieme a una trentina di persone tra equipaggio, staff e giornalisti ospiti; completamente in nero, giacca di pelle compresa, nelle aree appositamente allestite in ogni aeroporto fa ascoltare le canzoni dell’album di imminente uscita (“Viaggiatore sulla coda del tempo”) e le commenta per i presenti. O meglio per “le” presenti, giacché la stragrande maggioranza di quanti hanno partecipato al concorso, nella speranza in un incontro ravvicinato col divo Claudio, è di sesso femminile.
Scendendo lungo la penisola, e man mano che la giornata procede, Baglioni è parso sciogliersi e acquistare disinvoltura: freddino e un po’ distaccato a Milano (alle fans che lo pregavano di accennare qualche suo successo dal vivo ha risposto “ma cantatele voi!”, in tono che è sembrato irritato), cordiale e colloquiale a Napoli (dove ha scoperto che il pubblico, oltre a “Cuore di aliante” - colonna sonora dello spot televisivo trasmesso in questi giorni - già conosce le altre canzoni del disco, la cui uscita ufficiale sarebbe fissata per il 12 novembre).
Nei trasferimenti aerei fra una città e l’altra, Baglioni concede alcune dichiarazioni alla stampa: ha accennato alle sue perplessità nell’affrontare un’altra avventura televisiva, ai dubbi sui duetti previsti nell’ambito di questa («non mi piacciono le sveltine musicali») con ospiti come Renato Zero, Ligabue, Jovanotti e Piero Pelù, all’ambizione di affrontare una regia cinematografica (per un film d’avventura alla Indiana Jones), al distacco nei confronti di alcune sue canzoni del passato (“Sabato pomeriggio” su tutte), ai ripensamenti rispetto a certe critiche che lo accusavano di messianismo, e che ora ritiene in parte fondate. E ha parlato, naturalmente, molto del nuovo album: sul quale esprimeremo un’opinione quando avremo potuto costituircela per esperienza diretta.
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