Tutto esaurito a Milano per i Chemical Brothers: stasera si replica a Bologna

Tutto esaurito a Milano per i Chemical Brothers: stasera si replica a Bologna
In Italia vendono più di 50mila copie, e per loro, anche se abituati al generoso mercato inglese, sono comunque cifre considerevoli, visto che l’Italia li ama più di molti altri paesi europei. Mettere insieme 2.200 persone che riempissero l’Alcatraz ieri sera, mercoledì 27 ottobre, non è stato quindi troppo difficile per gli organizzatori della Barley Arts. Biglietti esauriti, pubblico carico e concerto di una puntualità incredibile: alle 20.30 parte il dj di supporto, James Holroyd, uno dei preferiti dei fratelli chimici, e ce la mette tutta per sollevare la vibra del pubblico, che in verità non aspettava che un segnale per iniziare a scatenarsi. Un’ora di dance music canonica e di grande gusto, il modo migliore per prepararsi alla festa mentre i presenti alleggerivano il frigobar dell’Alcatraz. Il clima di grande euforia collettiva diventava da stadio nel momento in cui, alle 2130, salivano sul palco loro, i Chemical Brothers, ovvero Tom Rowlands & Ed Simons: armati dei loro mixer, piazzati al centro dello stage, circondati alle spalle da cinque grandi schermi che proiettavano immagini, scritte, colorazioni acide e diapositive in loop ininterrotti, hanno iniziato all’attacco, sfoderato subito uno dei loro più recenti hit, “Hey boy hey girl”. L’atmosfera si è fatta immediatamente incandescente, capace di non far rimpiangere un robusto concerto rock. Si è andati via così, di “chemical beats”, per un’ora e mezza circa, durante la quale il gruppo ha dato fondo alle canzoni del nuovo album “Surrender” – eccezion fatta per “Let forever be”, collaborazione con Noel Gallagher – senza dimenticare i propri successi del passato come “Block rockin’ beats”, “In dust we trust” e la storica “Leave home”, proposta come primo bis. Il tutto ha assunto ben presto i tratti di un rito collettivo a metà strada tra rave e concerto rock, con lunghi momenti di stasi e groove liberatori nel migliore stile Chemical Brothers. La loro formula musicale, sorretta da un apparato scenico sufficientemente fantasioso, è in definitiva assai semplice, a tratti elementare: si parte con un beat – quello figlio di James Brown e incrociato a quel tanto di techno che basta – e si chiude dopo un’ora e mezza con quello stesso beat, dopo aver alternato salite e discese in un continuo gioco di riff, inserti sonori, pause, riprese e lunghe ed estenuanti tirate. In questo i Chemical Brothers sono monolitici e anche, a tratti, un po’ monotoni, ma del resto quella è la loro grandezza e il loro limite: dateci un groove e un riff e noi vi facciamo ballare per un’ora, sembrano dire, e la cosa bella è che ci riescono, infilando nel loro tritacarne sonoro qualsiasi tipo di riferimento: casse e campane in stile discoteca anni ’70, deturpate con voci smagnetizzate e interferenze chimiche. Funziona, eccome, per un pubblico – il loro - che ha molta voglia di ballare e scatenarsi, quasi al punto di pensare che i Chemical Brothers svuotino di contenuti e varianti la loro musica proprio per permettere alla gente di ballare meglio senza preoccuparsi di cosa succede. Non a caso si chiude con una scritta acida che campeggia sullo schermo centrale: “Love is all”, dice, mentre i Chemical si inchinano, ringraziano e vanno via.. Un successo, che stasera si replica a Bologna, dove per ospitare i ‘chimici’ e i loro adepti è stato scelto il nuovo Palasavena di San Lazzaro, un palazzetto dello sport che verrà inaugurato per l’occasione e che contiene circa 3mila persone. Biglietti ancora disponibili a £ 42mila + prevendita, per informazioni tel..0254271.

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