Black Sabbath in Italia: teatrino di Ozzy e Toni Iommi durante la conferenza stampa

Black Sabbath in Italia: teatrino di Ozzy e Toni Iommi durante la conferenza stampa
E d’obbligo l’abito scuro - anzi, nerissimo - per Tony Iommi e Ozzy Osbourne, in Italia per il sospirato concerto dei Black Sabbath nella line-up quasi originale. I due hanno incontrato la stampa a Milano, e tenuto la solita, disincantata intervista-show. I due sono sembrati piuttosto affiatati, nonostante i giornalisti più malevoli volessero sentirli dire che si sono rimessi insieme per i soldi. E a modo suo, un impagabile Ozzy Osbourne (con in testa un cappello degno di una diva del muto) li ha accontentati, precisando però che i fans sono più che contenti della reunion. E quindi, perché non farli felici? Ecco alcuni stralci della conferenza stampa.

Come sta Bill Ward?
Ozzy Osbourne (laconico): “Si sta riprendendo dal suo infarto. Sarà con noi in America”.
Come è stato ritrovarsi, dopo tanti anni?
Tony Iommi: “Tutto bene. Abbiamo messo a confronto le esperienze accumulate in anni di carriere soliste, e abbiamo accontentato i fans, che da decenni ci chiedevano di rimetterci insieme”.
Ozzy Osbourne: “Ormai non abbiamo più motivo di litigare, visto che abbiamo rimosso le cause, cioè droga e alcool. E siccome ci piace spendere soldi abbiamo trovato un modo per farne parecchi. Beh, nel mio caso è mia moglie a spendere i soldi. Daltra parte, non posso ucciderla”.
Voi, i Rolling Stones, i Deep Purple, ora i Bee Gees... Cosa pensate di questa estate all’insegna del ritorno delle band dei Seventies?
Iommi: “Si vede che le nuove generazioni mancano di talento”.
Come procedono i lavori del nuovo album?
Iommi: “Bene. Stiamo buttando giù idee, senza particolare pressione. Nessuno ci ha detto: rimettetevi assieme, e nessuno ci ha detto: ora fate un album. Facciamo quello che vogliamo”.
John Paul Jones dei Led Zeppelin ha detto: Ho pensato di smetterla con il rock, ma è come una maledizione, non si riesce a vivere senza.
Ozzy: “Hmm, certo non si troverebbe bene a guidare un taxi o a lavorare in fabbrica. Che discorsi”.
Cosa suonerete in concerto, solo i pezzi scritti insieme o anche quelli dopo la separazione?
Ozzy: “Non ve lo diciamo. E comunque tutto quello che può essere considerato Black Sabbath”. Cosa vi ricordate dei vostri concerti in Italia tanti anni fa?
Ozzy (molto divertito): “Ricordo tra il pubblico gente ubriachissima che cantava ‘Volare’ e poca gente che passava dall’ingresso principale - tutti scavalcavano il muro di cinta. Un pubblico ideale”.
Come è stato collaborare con Ringo Starr?
Ozzy: “E incredibile, in ogni intervista mi chiedono della mia collaborazione col fottuto Ringo Starr. E andata così: passavo a salutare un amico negli studi di registrazione, e quello mi fa: Ehi, sto producendo il disco di Ringo Starr, perché non canti un coretto? E allora io ho detto: “sì, ma non ho molto tempo”. Mi hanno messo davanti un microfono, mi hanno detto: ‘dì Lalalalala’. Io ho detto ‘Lalalalala’ e loro hanno detto ‘ok, grazie’. Questa è la mia c... di collaborazione con Ringo Starr. Avessi saputo che tutti me ne avrebbero chiesto conto, avrei lasciato perdere. Ancora un po’ e leggo sui giornali che sono il quinto Beatle!”.
Dall'archivio di Rockol - Paranoid, Il capolavoro dei Black Sabbath
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