I misteri di Sanremo: l'Accademia e un mandato-fantasma...

120 tra giovani artisti e gruppi sono impegnati in questi giorni nella fase finale della manifestazione "Accademia di Sanremo", "l'unico concorso che dà diritto a partecipare al Festival di Sanremo" come specifica la brochure contenente il suo regolamento. Organizzata e promossa dalla società Publimod S.a.s., l'Accademia di Sanremo ha goduto e tuttora gode di una forte promozione mediatica volta a sottolinearne l'aspetto didattico, di formazione, scoperta e lancio di nuovi talenti mediante la realizzazione di stage che mettono in contatto aspiranti artisti e operatori del settore. Fra i 120 artisti presenti in questo momento nella città dei fiori - ma pare che in realtà i partecipanti siano diventati una quarantina in più - ne verranno selezionati 48 giovedì 21 ottobre: questi accederanno all'eliminatoria successiva prevista per venerdì 22 ottobre, mentre sabato saranno noti i risultati della selezione finale che porterà 12 concorrenti al cospetto della Commissione Artistica Rai, che da questi sceglierà domenica (sulle reti Rai, in seconda serata) i tre nomi che gareggeranno al prossimo Festival di Sanremo.
Non tutto però sembra andare liscio: molte perplessità ha destato, nei partecipanti alla selezione, la distribuzione - avvenuta lunedì scorso da parte dell'organizzazione - di un prestampato relativo a un vero e proprio conferimento di mandato, che impegna l'artista a dichiararsi libero da contratti discografici, editoriali e manageriali e a conferire alla società Publimod S.a.s. l'incarico di ricerca di "possibili contratti di management, editoriali o d'interprete". Il mandato, della durata di 10 mesi dalla data della firma, prevede, da parte dell'artista, l'astensione da "iniziative dirette nei confronti delle organizzazioni di spettacolo o discografiche", ovvero la disponibilità a far trattare per suo conto la Publimod S.a.s. Il mandato si intende a titolo gratuito qualora l'artista non accetti gli eventuali contratti proposti dalla società suddetta, mentre "nel caso di accettazione e definizione di un contratto proposto dalla Publimod S.a.s. competerà a quest'ultima un corrispettivo pari al 30% di tutti i ricavi che l'artista percepirà in esecuzione del contratto medesimo per la durata di cinque anni dalla data di stipulazione del contratto stesso". Come si vede, una clausola dal dettato e dalle conseguenze future alquanto pesanti per i partecipanti, che ha lasciato comprensibilmente contrariati gli aspiranti artisti, anche perché pare che la firma del modulo sia stata fatta intendere come condizione preferenziale per poter sperare di superare le successive selezioni. In seguito alle proteste di alcuni dei concorrenti l'organizzazione si è detta in un primo tempo (nella mattinata di oggi, mercoledì 20 ottobre) disponibile a ritirare il modulo, accontentandosi di una semplice autocertificazione nella quale l'artista confermi di non essere legato da vincoli manageriali, editoriali o discografici. Poche ore dopo, però, è stata ribadita la richiesta della firma del mandato almeno da parte di quanti entreranno a far parte della rosa ristretta di 48 artisti, i cui nominativi dovrebbero essere annunciati nella serata di domani. La richiesta della Publimod S.a.s sembra discordare con il dettato del regolamento dell'Accademia di Sanremo da essa stessa scritto ed emanato, nel quale, al punto F dedicato ai suoi "Fini istituzionali", si legge espressamente: "L'Accademia, nell'ambito dei suoi fini istituzionali, favorisce i contatti fra artisti ed operatori dello spettacolo invitando alla manifestazione discografici, manager, impresari teatrali, produttori radio televisivi di comprovata fama e serietà. Nei suoi fini istituzionali non rientra l'intermediazione fra aspiranti artisti ed operatori". E allora, come si spiega la richiesta di sottoscrizione di questo mandato?
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