Pesce freddo a volontà: i Bluvertigo presentano il nuovo album in un
ristorante giapponese. La presenza di Enrico Ghezzi e Elisabetta Sgarbi
sottolinea che tra poco verrà pubblicato da Bompiani "Dissoluzione", "libro
metamorfico di versi inediti" curato e voluto dalla Sgarbi con
l'introduzione del guru televisivo. Tutto questo per affermare una volta di
più che i Bluvertigo sono anche, e sempre, "progetto", più che gruppo
musicale. Gruppo ambizioso, che pranza al tavolo dei grandi (Battiato, Alda
Merini, Mauro Pagani, il fonico David Richards che c'era quando Bowie
incise "Always crashing in the same car" per “Low” e ha voluto esserci per la
versione incisa dal gruppo monzese nello studio dei Rolling Stones...).
Troppo "progetto" e troppo poco gruppo musicale forse, visto che Morgan
chiede ai giornalisti: «Come vi sembra il disco?» e ottiene un silenzio sul
quale non è il caso di sorvolare. Dopo un po' si comincia a intuire il
problema. Ad esempio quando viene spiegato che il titolo è "Zero" perché il
primo album della "trilogia chimica" iniziava con la "A" di "Acidi e basi",
il secondo si chiamava con la lettera centrale "M" ("Metallo non metallo",
e notare il preziosismo della "O" esattamente nel centro...), e quindi
questo doveva iniziare con la "Z" lettera finale dell'alfabeto. Oppure
quando Livio, il chitarrista, comincia a parlare del sistema brevettato per
i concerti: «Computer sul palco che faranno da fonte sonora, ripresi da
telecamere, e nessuna cassa. La gente potrà vedere cosa sta facendo il
computer». O ancora, quando per un attimo si pensa che si parlerà di
contenuti, di (usiamola, la brutta parola) "messaggi", perché qualcuno ha
chiesto conto della frase di Malcolm X campionata in "Versozero". «Sì, dice
"Dobbiamo cercare di assumere un comportamento che ci faccia sembrare
intelligenti". L'abbiamo scelta dall'archivio de "La voce della storia"
perché ci piaceva il suono».
Sono o vogliono sembrare così i Bluvertigo, quindi se alla fine si parla
più di forma che di sostanza, probabilmente il tutto fa espressamente parte
del "progetto". C'è pochissimo spazio per la vita reale, e viene fuori nel
sottotitolo del disco: "Zero, ovvero la famosa nevicata dell'85". «In
quella settimana la Lombardia fu soggetta a una memorabile nevicata che
bloccò tutte le normali attività, costringendo la gente a fare
qualcos'altro. Io avevo 12-13 anni, e fu in quei giorni che realizzai che
nella vita avrei fatto questo. Obbligai i ragazzini che abitavano vicino a
me a prendere in mano uno strumento e dissi loro: siamo una band. Anche se
non sapevano suonare». Parole di Morgan, ovviamente, sempre più leader del
gruppo. Mentre Andy il tastierista si fa notare soprattutto per il look
(sempre più Depecheggiante), il giovane Castoldi spiega che il disco è
ottimista, anzi, «un'ipotesi di ottimismo», risultato di un «taglia e
incolla come quello suggerito da David Byrne per il suo "Feelings"». Un
disco che si compone di due parti di otto brani ciascuna ("l'otto come
giustapposizione di due zeri, simbolo dell'infinito"), composto e inciso in
casa senza l'aiuto di nessuno; «e il suono discende dal metodo». Battiato
compare in due brani. «Ho fatto di tutto per essere notato da lui, per cui
non lo biasimo».
Per quanto riguarda il libro, i fans del gruppo troveranno in
"Dissoluzione" «il lavoro letterario svolto da me in questi ultimi anni,
poesie in forma di poesia», più un posterone di Morgan Castoldi da Monza, e
un inedito su cd intitolato "Canone inVerso". «Un progetto complesso»,
specifica il cantante. Il tour invece inizia il 18 novembre a S.Vittore di
Cesena (Vidia Club, ingresso 27.000 lire), e termina l'11 dicembre a Rimini
(Velvet).