Mina, censura e Kgb

Alcuni giornali, tra cui il "Corriere della Sera", riportano una strana storia. «Nel 1966 Mina autocensurò "Se telefonando". La versione originale della canzone, scoperta da Mario Ragni e Renato Silla, sarà in "Mina Gold 2", una compilation di venti brani che uscirà il 28 ottobre. In una prima stesura il celebre verso recitava così: "Poi nel buio le tue mani sulla mia". Invece nell'unica versione fino ad ora nota si ascolta "Le sue mani sulla mia mano". "Si trattò di una autocensura richiesta da Mina stessa - ricorda Maurizio Costanzo che scrisse il pezzo con Ghigo De Chiara ed Ennio Morricone -. All'inizio non capimmo. Per noi ‘sulla mia’ sottintendeva mano. Invece Mina decise che la mancanza del complemento facesse pensare che le mani, nel buio di quella spiaggia, potessero essere state posate... altrove. La nostra malizia non arrivava fino a quel punto e non era nelle nostre intenzioni giocare sul doppio senso. Non sapevo che Mina l'avesse registrata anche in quella versione". In "Mina Gold 2" anche due brani mai pubblicati: "Eccomi", suo tipico brano, e "Mandalo giù" che era nella colonna sonora di "Per amore e per magia". E il 4 novembre uscirà un nuovo disco nel quale Mina duetta con Renato Zero».

Su "La Stampa", una storia ancora più strana. «La grande cantante, nella sua rubrica su "Liberal", ironizza sul dossier Mitrokhin, affermando: "Nessuno ha mai compreso la vera natura della mia eclissi. L’eremo di Lugano è stato per anni la sede perfetta per la mia copertura". Tutto cominciò, scrive Mina, nel 1962 al Bolscioi, ultima tappa della tournée sovietica. "Quando incontrai il capo dei servizi segreti compresi per quale enorme impresa ero stata scelta: attraverso me doveva compiersi la destabilizzazione dell’Italia».
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