David Bowie ridimensiona 'Hours...': «E' musica per un videogioco»

In una lunga e interessante intervista concessa al sito Allstar, il cantante è parso dissuadere i critici musicali dal prendere troppo sul serio il suo ultimo disco "Hours...", in cui molti hanno avvertito più di una nota malinconica per l'età non più verde. «Bisogna tenere a mente che a ispirare tutto questo è stato il gioco della Eidos "Nomad soul", dove mi hanno dato istruzioni molto dettagliate su come avrei dovuto scrivere la musica per accompagnare il gioco. Così, ho scelto di scrivere canzoni con molta musica e testi succinti, che parlassero a nome di qualcuno della mia generazione, non necessariamente il sottoscritto. Questo è un punto fondamentale. Non è un disco autobiografico, in nessun modo. Certo, come qualsiasi scrittore, ho usato aspetti ed eventi del mio passato. Ma spesso ne ho tratto spunti non corrispondenti a quanto mi è capitato, e ancora più spesso mi sono ispirato a miei coetanei che non hanno avuto la mia fortuna, e sono un po' più amareggiati con le loro vite di quanto non lo sia io (...) Alla Eidos ho comunque fatto sapere che non avrei accettato di scrivere musica "industrial". Né avevo intenzione di fare una seconda versione di "Earthling". Per fare la musica di un videogioco, ho pensato di avvicinarmi più allo spirito di una colonna sonora, che delle più diffuse musiche per videogames. Loro, con spirito molto francese, sono stati molto aperti: "Oui, avant!" Ci sono molte ballate, poi c'è "Pretty things are going to hell"... C'è un momento del gioco in cui volevano qualcosa di incalzante. Io e Reeves Gabrels abbiamo tirato fuori questo dal cilindro. Era troppo bella per buttarla via. (...) Ora probabilmente posso smettere di occuparmi di questo disco. Detesto la fase promozionale, non sopporto di stare seduto a chiacchierare. Sto già pensando al prossimo album. Sicuramente sarà con Tony Visconti. Ne stiamo parlando da un anno, e siamo entrambi molto eccitati perché non sappiamo bene cosa faremo».
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