Celentano, 10 milioni di spettatori

Celentano, 10 milioni di spettatori
Il giorno dopo del giorno dopo, tutti i quotidiani commentano "Francamente me ne infischio" di Adriano Celentano forti delle cifre fornite dall’Auditel (media di 10 milioni, punte di oltre 14), e delle polemiche sui filmati-choc mandati in onda dal "ragazzo della via Gluck". Per quanto riguarda le prime, "La Repubblica" fa notare che gli ascolti si piazzano al di sotto della «precedente fortunatissima trasmissione musicale di Morandi ("C'era un ragazzo", 11 milioni di media). Il cantante-conduttore continua a mantenere il suo rigoroso silenzio, ma i dirigenti Rai sono pronti a sottolineare il trionfo della rete: "La corazzata della tv generalista continua con successo il cannoneggiamento del varietà tradizionale" dice Agostino Saccà, direttore di RaiUno. E fra critiche ed entusiasmo equamente distribuiti, c'è perfino chi suggerisce di nominare Celentano senatore a vita». Si tratta del leader del Movimento per i diritti civili Franco Corbelli. Le immagini si possono rivedere sul sito www.celentano.it, che ieri è andato quasi in tilt per i numerosi contatti. A proposito dei contenuti della trasmissione, il "Corriere della Sera" scrive: «puntuali e prevedibili le telefonate di protesta ai centralini della Rai, a quelli dei giornali e al numero verde del Movimento italiano genitori. Nel mirino le immagini choc trasmesse all'improvviso, senza introduzione, senza commento: la fucilazione di due condannati a morte (ore 21.30), poi arti mutilati dalle mine e bambini che soffrono la fame. Il Moige parla di "violazione del codice tv sui minori" e di "offesa verso i bambini". (...) La scena della condanna a morte era stata già trasmessa dal Tg1. Senza, però, la sequenza del colpo di grazia. "Non facciamo cronaca dell'orrido - dice il direttore Giulio Borrelli - ed evitiamo di indugiare sui particolari macabri. Ognuno, però, si pone i limiti che vuole". Aggiunge Clemente Mimun, direttore del Tg2: "Se mandassi in onda quelle immagini finirei nei pasticci, ma Celentano è un artista e lo può fare". Anche la concorrenza promuove lo show. Maurizio Costanzo e Roberto Giovalli, direttori di Canale 5 e Italia 1, concordano: non avrebbero fatto vedere la fucilazione, ma il Molleggiato può fare cose che non sono concesse a nessun'altro. Per Fabio Fazio "le immagini choc sono un problema più per chi deve riprendere in mano e condurre lo spettacolo che per il pubblico ormai abituato"; Renzo Arbore parla di "programma-pensiero" che, per Chiambretti "ha spezzato quel buonismo che la tv somministra". «E' un modo - sottolinea Baudo - per dire ‘divertiamoci, ma c'è anche questo’"».
Di canzoni non parla quasi nessuno, se non Vincenzo Cerami, che in prima pagina su "La Repubblica", è uno dei pochi a parlare anche di musica, quando sottolinea che uno dei momenti più intensi del programma è stato la giustapposizione tra il video riguardante le mine antiuomo e la canzone "Mondo in mi 7": «La canzone che segue a quella travolgente proiezione si carica di uno spessore inaspettato, assente sia nella musica che nel testo originali». Infine, una curiosità: Teo Teocoli ha rivelato l’identità, sfuggita ai più, del "barista" della trasmissione: «Quello che ci ha portato in scena il bicchiere d’acqua era Dino, il bassista dei Ribelli».
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