Comunque, Gabriele Ferraris si dilunga sulla manifestazione che si terrà appunto a Torino, a Lingotto Fiere, dal 21 al 25 ottobre. Ecco un estratto del suo articolo:
«Vinta per il rotto della cuffia la «battaglia del grano» (dalla Fondazione & Banca Crt sono arrivati in extremis i milleduecento milioni che mancavano in balancio), “Musica 2000” finalmente va, con gran sollievo del “grande timoniere” Rolando Picchioni, che per salvare la pericolante creatura ha fatto il iavolo a quattro, appoggiato sì da Regione, Provincia e Comune, ma solo nella difficile ricerca di sponsor privati. Ora, però, ogni dramma è sopito. «Musica 2000» si farà, e tanto basta. (…) “Musica 2000” è qualcosa di diverso dal vecchio Salone, naufragato fra le polemiche un anno fa. (…) Quattro aree, quattro sale (insonorizzate, vivaddio, per sfuggire alla babele rumoristica delle passate edizioni) per ospitare concerti e parole, esperimenti e confronti: si chiameranno, le aree, “The Concert Hall”, “The Club”, “The Globe”, “The Stage”; consacrate rispettivamente a classica, jazz, folk e new age, pop-rock; ma non del tutto, non esattamente. “Musica 2000” sarà il salone delle commistioni, specchio di questo tempo sbandato e meticcio: non ci saranno musiche “alte” e “basse”, i muri non esistono più. La classica incontrerà la techno (le macchine di Madaski in concerto con gli Architorti), il pop (il Quartetto Borciani che esegue i Beatles), l’etno (Ludovico Einaudi a confronto con un musico armeno); il jazz sarà tutte le musiche nere (compreso un festival nel festival, il “Black & White”, sotto il segno del blues); folk e new age daranno spazio ai protagonisti, da Cantovivo a Enzo Avitabile con Mori Kante, ma si apriranno anche a nomi come Branduardi, narratore del “Carnevale degli animali” di Saint-Saëns; il pop-rock sarà punto d’incontro d’ogni mix, tra memorie (la rivisitazioni live di “Senza orario, senza bandiera” dei New Trolls) e anticipazioni. Partiranno dal Lingotto il Brand New Tour di Mtv e la tournée di Giorgia; l’Auditorium accoglierà le nozze spericolate fra la reggae band Africa Unite e la versatile orchestra della Scuola di Alto perfezionamento Musicale di Saluzzo. E sempre al Lingotto ci sarà l’esordio italiano del nuovo fenomeno hip hop, i Jungle Brothers: passaggio obbligato per arrivare a un quinto spazio, “The Complex”, consacrato alla «dance». (…) Due serate/nottate, “Big Beat Boutique” e “@vventura House” (…) e ancora un pomeriggio consacrato alla lounge (…) un salone dove si suonerà, ma ancor più si ragionerà: di musica e poesia con Roberto Vecchioni e Massimo Bubola, ma anche con poeti come Patrizia Valduga e Nico Orengo; di legge per la musica e di politiche industriali per la discografia con i ministri Melandri e Bersani; di videoclip e di pubblico; di mercato e di tendenze. Si potranno incontrare i gruppi che oggi fanno il pop italiano che conta, dai Bluvertigo ai Modena City Ramblers, dagli Afterhours ai La Crus, a Cristina Donà. Sarà lo spazio per le trasgressioni di Elio senza Storie Tese, ma con Rossini e il mondo del melodramma; ma anche un posto dove ritrovare antichi eroi e nuovi talenti (…) Rispetto ai vecchi Saloni, “Musica 2000” forse schiera meno mammasantissima, meno “nomi inevitabili”: di sicuro, ha trovato un senso, una logica. Apre un discorso. Era ora».
Sullo stesso giornale, di fianco, Sandro Cappelletto interviene sullo stesso tema, con un editoriale di tono “alto” e dal significato abbastanza oscuro, che si chiude così: «L’ecumenica “Musica 2000” è in realtà un anno zero. Nel suo calderone ribollono i materiali più diversi, come prima del Big Bang. L’occasione di ascoltarli, di capire nonostante tutto le differenze tra musica di consumo, di sottofondo, musica d’arte, di primo piano, è l’aspetto più convincente della provocazione».
Auguri.