Len: dal Canada, un hip-hop solare

Forse hanno solo imbroccato il campionamento giusto ("More, more, more" degli Andrea True Connection, qualche ultratrentenne forse lo ricorderà); forse invece hanno una propria carica spontanea e intrigante. Sono i Len, i ragazzi canadesi che il video di "Steal my sunshine", che sta avendo un airplay forsennato anche in Italia, propone in uno scenario così allegramente "giovane" che sembra la pubblicità della Vespa. Dietro il nome Len si nasconde un team di sei deejays e rappers che dal 1991 ruota attorno alla canadese Work Group. Al centro del gruppo, i fratelli Marc e Sharon Costanzo, che in questi giorni hanno visitato l'Italia: «per cercare colonne sonore dei film italiani degli anni '50», dice Marc, ma soprattutto per promuovere il terzo album "You can't stop the bum rush". «Se dovessi definire la nostra musica, direi che è revival anni '80», dice il 28enne Costanzo. «Soprattutto old school rap. Il rap attuale è desolante. Ci è venuto più naturale tornare allo hip-hop che ascoltavamo da ragazzini. Beastie Boys, Run-DMC, LL Cool J, Fat Boys». «E' musica positiva, direi quasi felice. Negli anni '90 abbiamo avuto fin troppa musica rancorosa e introspettiva», aggiunge la 31enne Sharon. A essere felici sono soprattutto loro, con un disco d'oro negli Usa (mezzo milione di copie vendute). A battezzare il loro successo, all'interno dei brani di "You can't stop the bum rush", ci sono eroi del decennio passato come Kurtis Blow e Biz Markie, nonché C.C. DeVille dei Poison, che ha suonato la chitarra in "Feelin' alright" e apparirà nel videoclip della canzone.
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