Nick Cave a Mantova: recensione

Su "Il Giorno" Andrea Spinelli dedica un corposo articolo ai due concerti che Nick Cave ha tenuto a Mantova, nell’ambito del "Festivaletteratura". «Anche senza i Bad Seeds, i "semi del male" da cui si fa accompagnare abitualmente, il cantautore australiano guarda al passato dalla sua prospettiva attuale (...). Sullo Steinway nero da cui stilla atmosfere gotiche rigate di blues, una copia di "King Ink", "Re Inkiostro", raccolta di testi, poesie e scritti pubblicata nell’88 e seguita da un secondo capitolo nel ’97, mette l’accento sul peso letterario della sua produzione, ma Nick al "reading" preferisce la forza della musica, la rabbia soffocata di note scavate nell’animo. I settecento assiepati in piazza Castello apprezzano e si lasciano prendere la mano dalle storie dei suoi 42 anni (li compirà il 22 settembre) portati pericolosamente, dal suolo che s’è scelto e di cui continua ad assumersi ogni responsabilità anche se, come accaduto anche in occasione di questi due concerti italiani, ogni suo impegno è vincolato fino all’ultimo al nulla osta dei sanitari che l’hanno strappato al tragico epilogo verso cui l’insana passione per l’abisso sembrava averlo destinato».
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