Zecchino d’oro, proteste per il ‘monopolio’ di Gianfranco Fasano

Zecchino d’oro, proteste per il ‘monopolio’ di Gianfranco Fasano

Polemiche per lo "Zecchino d’oro".

Scrive il "Giorno": «Giuseppe Rossini, autore di un brano musicale "bocciato" dalla giuria, non ci sta. Non accetta di perdere perché, dice, "3 canzoni finaliste su 7 portano la firma dello stesso autore, Gianfranco Fasano. E questa è una circostanza poco trasparente". Così Rossini non solo ha protestato ufficialmente con i direttori Rai, Mediaset e Siae, ma ha addirittura chiamato in causa padre Berardo Rossi, il direttore dell’Antoniano, impegnato ad Assisi negli esercizi spirituali. E il frate replica: "Non si può penalizzare un autore per lasciare spazio magari ad un prodotto meno buono". (.) Dall’Antoniano un portavoce sottolinea che tutto è stato fatto a norma di regolamento, il quale non vieta ad un autore di presentare più canzoni. Dal canto suo Fasano, 38 anni (ha firmato brani resi famosi da Fausto Leali come "Io amo" e "Ti lascerò") non ha segreti. Dopo aver vinto lo Zecchino d’oro nel ’96 e ’97 e anche quelli d’argento nel ’97 e ’98, spiega: "Che male c’è? E’ tutto in regola. Io sono affascinato dal mondo dell’infanzia e dei cartoni animati: ci lavoro dal ’94". Fascinazione a parte, quanto rende vincere lo Zecchino d’Oro? "Finora nulla - confida Fasano - devo ancora ritirare gli zecchini degli anni scorsi. Continuo a partecipare perché è l’unica manifestazione in cui si scelgono prima le canzoni, poi gli interpreti". E i diritti d’autore? "Mah, saranno 3-4 milioni l’anno. Da quando scrivo io le canzoni, il disco dello Zecchino ha raddoppiato le vendite. Ma qui non sono i soldi che contano: è la soddisfazione di partecipare a una gara davvero pulita"».

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