Un curioso retroscena: Dylan, che è arrivato nel fine settimana dagli USA, non aveva trovato nessuno ad attenderlo all’aeroporto, ed aveva dovuto prendere un taxi per recarsi all’albergo. Per rimediare, il sindaco di Buenos Aires ha offerto a lui e ai Rolling Stones le chiavi della città; ma pare che il signor Zimmermann se la sia legata al dito (la scortesia, non la chiave).
Notizie
|
06/04/1998
Stones e Dylan per 70.000 a Buenos Aires
70.000 persone allo stadio River Plate di Buenos Aires hanno assistito al concerto dei Rolling Stones e Bob Dylan.
Dylan ha esordito con “Maggie’s farm” - quel brano che provocò un pandemonio a Newport ’65, quando il pubblico che lo voleva “menestrello” prese assai male la sua svolta “elettrica”. Dopo tre quarti d’ora circa dedicati soprattutto ai vecchi evergreen, sulle note di “Like a rolling stone” è entrato in scena Mick Jagger. Dopo il duetto, un Dylan come sempre avaro di parole ha ringraziato la folla in delirio e ha ceduto il palco agli Stones, che hanno attaccato “Satisfaction”.
Un curioso retroscena: Dylan, che è arrivato nel fine settimana dagli USA, non aveva trovato nessuno ad attenderlo all’aeroporto, ed aveva dovuto prendere un taxi per recarsi all’albergo. Per rimediare, il sindaco di Buenos Aires ha offerto a lui e ai Rolling Stones le chiavi della città; ma pare che il signor Zimmermann se la sia legata al dito (la scortesia, non la chiave).
Un curioso retroscena: Dylan, che è arrivato nel fine settimana dagli USA, non aveva trovato nessuno ad attenderlo all’aeroporto, ed aveva dovuto prendere un taxi per recarsi all’albergo. Per rimediare, il sindaco di Buenos Aires ha offerto a lui e ai Rolling Stones le chiavi della città; ma pare che il signor Zimmermann se la sia legata al dito (la scortesia, non la chiave).