Le censure della BBC (non è la Rai, ma…)

Anche la BBC, istituzione dell’emittenza radiotelevisiva britannica, non scherzava in fatto di censure. Se la nostra Rai vietava di trasmettere “Dio è morto” dei Nomadi e trasformava le “cose proibite” di “Piccolo grande amore” in “scarpe bagnate”, nel Regno Unito la British Broadcasting Corporation ha messo al bando Abba, Tears for Fears, Jose' Feliciano. Lo racconta un libro pubblicato dall'organizzazione inglese per la difesa della libertà di parola “Index on Censorship”, che dedica un capitolo ai casi di censura “musicale”. Nell’ambito del pop, si apprende che negli anni ’70, nel pieno della guerriglia nord irlandese, la Bbc si astenne dal trasmettere la canzone ''Let the people go'' (“Liberate la gente”) dei McGuinness Flint (come anche la più esplicita “Give Ireland back to the Irish” di Paul McCartney). Durante la guerra del Golfo, una circolare interna destinata ai programmatori della BBC citava i titoli dei brani «da suonare con grande precauzione, perché di possibile contenuto offensivo»: come ''Waterloo'' degli Abba («un chiaro riferimento alla guerra»), “Boom-bang-a-bang'» di Lulù («riprende i suoni di un combattimento»), “Light my fire” di Josè Feliciano ed anche “Everybody wants to rule the world” dei Tears For Fears («potrebbe sembrare allusiva alla politica imperialistica»). Nessun problema, invece, per “Rocket man” di Elton John: il solito raccomandato…
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