Dopo “Keys to Ascension”, (“Un’ enciclopedia degli Yes”), è arrivato “Open your eyes”, il nuovo disco in formazione d’eccellenza: Anderson, Squire, Howe e White, con Billy Sherwood, produttore di “Keys” e amico del gruppo, entrato nella line-up un po’ come accadde per Trevor Horn. Il suo ingresso si è reso necessario quando, racconta Anderson, “Wakeman è andato in una tv americana di ispirazione religiosa, e ha detto che la musica degli Yes era la musica del diavolo. Abbiamo provato a telefonargli per chiedere cosa intendesse dire, ma non ha mai risposto ai nostri messaggi. E allora ci siamo resi conto di aver bisogno di un tastierista”.
Il disco non porta buone notizie per i nostalgici di “Fragile”, ma tratta meglio chi si è accostato alla band con “90125” o “Big generator”: anzi, c’è un certo quale alleggerimento in chiave pop e addirittura vagamente dance, anche se naturalmente tre santoni del rock a fanfara come Anderson, Howe e Squire non mancano di lanciarsi nei consueti arzigogoli.