Ligabue, nuovo disco: i dettagli di 'Arrivederci, mostro'

Ligabue, nuovo disco: i dettagli di 'Arrivederci, mostro'
Credits: Ray Tarantino

Si intitola "Arrivederci, mostro" il nuovo album di Luciano Ligabue, atteso nei negozi entro il prossimo 11 maggio: l'album, che in copertina riporterà un lavoro del fotografo Erik Johansson), includerà le tracce “Quando canterai la tua canzone”, “La linea sottile”, “Nel tempo”, “Ci sei sempre stata”, “La verità è una scelta”, ”Caro iI mio Francesco”, ”Atto di fede”, “Un colpo all'anima”, ”Il peso della valigia” , “Taca Banda” , “Quando mi vieni a prendere (Dendermonde, 23/01/09)” e “Il meglio deve ancora venire”.

Il rocker di Correggio, che per la prima volta nella sua carriera non è intervenuto nella produzione del suo album, ha interamente delegato le attività dietro al mixer a Corrado Rustici, già coinvolto per le felici produzioni de “Gli ostacoli del cuore”, “Niente paura”, “Buonanotte all'Italia” e “Il centro del mondo”: lo stesso Rustici ha inoltre inciso diverse parti di chitarra presenti nel nuovo disco.
Ad occuparsi del ruolo di ingegnere del suono è stato scelto Chris Manning. Gli altri musicisti coinvolti nel progetto sono gli stessi che lo hanno accompagnato in tour in questi ultimi anni: Michael Urbano alla batteria, Kaveh Rastegar al basso, "Capitan" Fede Poggipollini alle chitarre, Niccolò Bossini alle chitarre e Luciano Luisi alle tastiere. A questi si aggiungono alcuni ospiti presenti in un paio di pezzi: il Solis Strings Quartet in “Quando mi vieni a prendere”, José Fiorilli alle tastiere e Lenny, il figlio undicenne di Luciano, alla batteria in “Taca banda”.
"Ognuno di noi ha i propri mostri, i propri fantasmi", ha detto Ligabue a proposito del titolo: "Li si possono chiamare ossessioni, paure, condizionamenti, senso di inadeguatezza, aspettative e chissà in quali altri modi ancora. Sappiamo, però, che sono vivi e sono il filtro attraverso cui chiunque matura la propria, personale visione del mondo. Credo di conoscere abbastanza bene i miei 'mostri', mi fanno compagnia da tanto tempo. Può darsi che sia anche per questa lunga frequentazione che ora, in questa fase della mia vita, mi sembrano meno 'potenti' e 'ingombranti'. Alcuni di loro li ho affrontati in questo album ma era solamente per fargli sapere che li stavo salutando. Loro come tutti gli altri. So benissimo che sarebbe fin troppo bello che fosse un saluto definitivo. Infatti non mi sono permesso di dire: 'Addio, mostro!' ma un più prudente e realistico 'Arrivederci, mostro'".

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