UK, l'ISP Talk Talk contro la nuova legge: 'Difenderemo i nostri clienti'

Appena approvate (con grande soddisfazione dei discografici di tutto il mondo) dal Parlamento inglese, le norme antipirateria del Digital Economy Bill incontrano la strenua resistenza di Talk Talk, uno dei maggiori Internet Service Providers inglesi con 4 milioni di clienti al’attivo. L’ISP, cui la nuova legge impone di intimare per iscritto ai file sharers recidivi la cessazione dell’attività illegale, ha già fatto capire di non voler cooperare fino in fondo con le case discografiche. Nel blog della società,  il dirigente Andrew Heaney bolla infatti come “draconiane” alcune delle proposte contenute nelle nuove disposizioni, in particolare il fatto che chi viene accusato di violazione dei copyright è “ritenuto colpevole finché non prova di essere innocente”; e paventa la possibilità, “come accade in Cina, di bloccare motori di ricerca e siti Web legali”. “La cosa”, aggiunge Heaney nel suo “post”, “è resa tanto più spaventosa dalla capacità delle grandi case discografiche e cinematografiche di influenzare il governo, e dall’assenza di un vero e proprio dibattito e di una analisi accurata da parte dei parlamentari – solo il 5 % di loro ha partecipato alla breve discussione”.  Talk Talk, scrive Heaney, continuerà a “lottare contro queste proposte oppressive” in sede parlamentare (dopo le prossime elezioni politiche di maggio)  mentre “i benefici sperati in termini di vendite di prodotti legali non si materializzeranno, dal momento che i file sharers passeranno semplicemente ad altri metodi invisibili per procurarsi i contenuti gratuitamente”. “A meno che non ci venga presentata una sentenza del tribunale”, assicura il dirigente di Talk Talk, “non forniremo mai i dati personali di un nostro cliente. Siamo l’unico Internet Service Provider, tra le aziende maggiori del settore, ad avere preso questa posizione e la manterremo. Se ci intimeranno di tagliare una connessione a causa di una presunta violazione dei copyright non lo faremo e daremo appuntamento ai  detentori dei diritti in tribunale”.

  

 

 

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