Stati Uniti: la radio via etere perde ascolti, crescono le stazioni Web

Negli Stati Uniti si discute animatamente da mesi dell’opportunità di sottoporre le emittenti radiofoniche via etere all’obbligo di pagare artisti e discografici per la pubblica diffusione di musica registrata, così come accade in tutti i maggiori Paesi europei o, negli stessi Usa, alle Internet radio come Pandora e Last.fm

Nel frattempo, le ultime rilevazioni ad opera di Bridge Ratings informano che in Nord America le radio tradizionali perdono progressivamente pubblico, soprattutto nella fascia teen ager e tra i giovani adulti tra i 18 e i 24 anni. L’ascolto medio da parte del pubblico americano è sempre consistente, 18 ore settimanali, risultando però di 4 ore inferiore rispetto al 2005. Al calo dell’ascolto via etere corrisponde una crescita dell’audience on-line, con le  Web radio capaci di catturare ormai circa 60 milioni di ascoltatori a settimana: di questi, però, “solo” 38 milioni si sintonizzano su emittenti Internet-only, mentre sono decisamente più numerosi coloro che ascoltano in rete i programmi trasmessi dalle stazioni radio “terrestri” in modalità simulcasting (e cioè in contemporanea); secondo le proiezioni di Bridge Ratings, le due categorie raggiungeranno ascolti equivalenti nel 2015, quando circa 77 milioni di americani dedicheranno almeno cinque minuti a settimana all’ascolto della radio on-line.

Alla diminuzione dell’appeal della radio via etere  contribuiscono ovviamente anche  i lettori Mp3 e i telefonini smartphones che consentono l’ascolto in streaming:  l’ascolto sui player portatili musicali è salito a 11 ore settimanali, + 7 % rispetto al 2007, mentre l’ascolto su smartphones cresce a doppia cifra, con 5 ore settimanali dedicate dai 18-24 enni e un tasso di incremento del 28 % tra gli utenti di età superiore ai 55 anni.

 

 

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