Claudio Cecchetto chiamato a “svecchiare” RadioRai

RadioRai, leader tra gli ultraquarantenni, tenta di imporsi anche tra i giovani, e si fa aiutare da Claudio Cecchetto, che per vent'anni ha contribuito a minare il monopolio Rai con la sua attività nelle radio private. Ma oggi queste ultime non sono più "libere veramente", secondo Cecchetto. "Non ci sono più idee, domina il professionismo, manca il divertimento e soprattutto la generazione dei quarantenni tiene le porte chiuse ai giovani. Paradossalmente, il più bravo tra i giovani disc-jockey ce l'ha la vecchia Rai, ed è il ventenne Pierluigi Diaco. I miei primi progetti sono quello di fare un programma da una discoteca, con un concerto dal vivo qui a Milano” (idea non nuova...). “Poi faremo una hit-parade con i migliori DJ d'Italia, presi da tutte le radio. Sarà un po' come la Nazionale delle radio, e io sarò il CT. Chiaro che se poi c'è un giocatore anche bravissimo che mi rovina lo spogliatoio, io non lo chiamo". L'ombra di due noti fratelli disc-jockey (anzi, Dee-Jay...) viene evocata anche quando Claudio spiega che nei suoi ultimi anni di radiofonia aveva deciso di elevare il livello culturale della sua radio guardando alla Rai, e proponendo (inutilmente) a chi lavorava con lui di rinunciare a metà dei guadagni per investire in nuove strutture e programmi. "Ma manterrò una cosa di Radio DeeJay: l'autonomia rispetto alle case discografiche. Come farò? Il segreto è capire che i discografici devono vendere i dischi, e se tu non sei in grado di dire a loro: "Questo venderà per cui lo metto", loro diranno a te: "Metti questo così venderà". Abbiamo chiesto al nuovo consulente artistico di RadioRai se ha qualche idea per i programmi musicali, ma al momento pare di no. Possibilista invece per la conduzione radiofonica del festival di Sanremo, anche se il direttore Stefano Gigotti ha ricordato che per quanto lo riguarda la possibilità che Fabio Fazio continui il lavoro già svolto per RadioRai con "Sanremo Giovani" non è da escludere.
    RadioRai, leader tra gli ultraquarantenni, tenta di imporsi anche tra i giovani, e si fa aiutare da Claudio Cecchetto, che per vent'anni ha contribuito a minare il monopolio Rai con la sua attività nelle radio private. Ma oggi queste ultime non sono più "libere veramente", secondo Cecchetto. "Non ci sono più idee, domina il professionismo, manca il divertimento e soprattutto la generazione dei quarantenni tiene le porte chiuse ai giovani. Paradossalmente, il più bravo tra i giovani disc-jockey ce l'ha la vecchia Rai, ed è il ventenne Pierluigi Diaco. I miei primi progetti sono quello di fare un programma da una discoteca, con un concerto dal vivo qui a Milano” (idea non nuova...). “Poi faremo una hit-parade con i migliori DJ d'Italia, presi da tutte le radio. Sarà un po' come la Nazionale delle radio, e io sarò il CT. Chiaro che se poi c'è un giocatore anche bravissimo che mi rovina lo spogliatoio, io non lo chiamo". L'ombra di due noti fratelli disc-jockey (anzi, Dee-Jay...) viene evocata anche quando Claudio spiega che nei suoi ultimi anni di radiofonia aveva deciso di elevare il livello culturale della sua radio guardando alla Rai, e proponendo (inutilmente) a chi lavorava con lui di rinunciare a metà dei guadagni per investire in nuove strutture e programmi. "Ma manterrò una cosa di Radio DeeJay: l'autonomia rispetto alle case discografiche. Come farò? Il segreto è capire che i discografici devono vendere i dischi, e se tu non sei in grado di dire a loro: "Questo venderà per cui lo metto", loro diranno a te: "Metti questo così venderà". Abbiamo chiesto al nuovo consulente artistico di RadioRai se ha qualche idea per i programmi musicali, ma al momento pare di no. Possibilista invece per la conduzione radiofonica del festival di Sanremo, anche se il direttore Stefano Gigotti ha ricordato che per quanto lo riguarda la possibilità che Fabio Fazio continui il lavoro già svolto per RadioRai con "Sanremo Giovani" non è da escludere.

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