Inchiesta Rockol: verso la music cloud. Intervista a Enzo Mazza (parte 2)

Inchiesta Rockol: verso la music cloud. Intervista a Enzo Mazza (parte 2)

Inchiesta Rockol. Verso la music cloud: i protagonisti dell’industria musicale nel passaggio da possesso a accesso.
[segue dalla prima parte]

PARLIAMO DI 'LEGAL BAY'...
Sono stato invitato con altre associazioni ad una riunione in SIAE nella quale ci è stato presentato un progetto di ampio respiro. Allo stato non ho però altri dettagli sul piano operativo. Penso tuttavia che bisogna scindere molto bene i piani. Da un lato l'indubbia necessità di far sedere ad un tavolo comune gli ISP e i titolari dei diritti per trovare le migliori soluzioni per promuovere i contenuti digitali in rete, dall'altro i modelli di business e l'approccio commerciale, che ovviamente, anche per questioni di regole sulla concorrenza, non può essere affrontato collettivamente.
COME E' EVOLUTA NEGLI ULTIMI 5 ANNI LA RELAZIONE TRA DISCOGRAFIA E TELCO?
Sicuramente vi sono ancora delle grosse diversità di opinione su come combattere l'offerta illecita e far decollare allo stesso tempo un'alternativa legale competitiva. Sia sul piano internazionale, sia sul piano locale, i tentativi di portare tutti allo stesso tavolo per trovare soluzioni condivise sono falliti miseramente, sia a Bruxelles, come a Londra, a Roma, a Parigi. La Francia, alla fine, ha autonomamente proceduto con una norma nazionale, la Hadopi. In UK il governo sta andando nella stessa direzione. Sul piano europeo lo scontro avvenuto intorno al Telecom package, le varie direttive sulle telecomunicazioni, hanno estremizzato le posizioni e non vedo all'orizzonte un modello di cooperazione volontaria anche dopo alcuni incontri che ho avuto alla Commissione EU proprio settimana scorsa. Qui in Italia abbiamo fortunatamente avuto la decisione della Cassazione su Pirate Bay che ha fornito alla magistratura le linee per imporre la cooperazione agli ISP nella lotta alla pirateria, arrivando, se necessario, a filtrare i siti illeciti, ma non basta. E' sorprendente tanta resistenza dalle telecom perché anche le recenti indagini, vedasi Ovum in UK, mostrano ampi margini di crescita proprio per gli ISP, in un ecosistema comune con i titolari dei diritti, per promuovere l'offerta di musica online.
I PERSONAGGI LANCIATI DAI TALENT SHOW COSTITUISCONO 'MATERIALE' IN LINEA CON LE PIU' ATTUALI OPPORTUNITA' OFFERTE DALLA MUSICA DIGITALE O SONO FENOMENI CHE RESTANO CONFINATI AD UNA REALTA' DI 'EXPLOITATION' TELEVISIVA?
Ho visto ciò che è accaduto sui siti di social network in occasione del festival di Sanremo e le dimensioni dei contatti sulle classifiche ufficiali sul nostro sito nel dopo festival, triplicati, tutti originati dai fan degli artisti che arrivano dai talent. Non c'è dubbio che ci troviamo di fronte più che ad un fenomeno musicale, ad un fenomeno sociale che usa in maniera integrata tutti i media: "spara" sms o televota con i telefonini mentre segue in TV lo show e allo stesso tempo commenta su facebook ciò che avviene con centinaia di altri coetanei. Una generazione multitasking che ormai usa i diversi media, vecchi e nuovi senza distinzione ma in maniera opportunista. Se le aziende sapranno gestire questo fenomeno e le sue naturali evoluzioni potranno riavvicinare il pubblico giovanile all'acquisto di musica che era andato perduto nel modello tradizionale.
MODELLI DI BUSINESS NELLA MUSICA DIGITALE: DA iTUNES A SPOTIFY , DA GUVERA A DADA: COSA PREVARRA'?
E' difficile fare previsioni al di là di quanto detto prima sul concetto di "music access". Itunes ha costruito sicuramente il miglior ecosistema per la distribuzione di musica fino ad oggi e non ha caso sta lavorando anche a modelli diversi dal puro download, segno che il modello streaming sta guadagnando posizioni. In ogni caso molto dipenderà dalle tecnologie e dai sistemi di pagamento, o meglio, dai sistemi di remunerazione, se saranno sostenibili, saranno anche vincenti.
IN ITALIA SI PROFILANO ALTERNATIVE EFFETTIVE PER L'INDUSTRIA DISCOGRAFICA RISPETTO AL 'SOLITO' iTUNES?
La mobile music è stata la grande illusione dell'Italia, una grande opportunità gettata al vento, mentre Paesi come la Corea del Sud e il Giappone diventavano leader nel settore con una penetrazione di telefonini di gran lunga inferiore alla nostra. Itunes alla fine è stato percepito anche dal consumatore come il modello più trasparente e efficiente. Penso tuttavia che vi siano grandi potenzialità proprio sul fronte delle società che realizzano connettività e che potranno integrare l'offerta di musica sia in adsl che mobile nel proprio pacchetto di offerta. Parliamo di milioni di consumatori ai quali non è stato mai stata fatta trovare una seria alternativa al download pirata dal loro stesso fornitore di connessione ad internet. Presentando un'offerta integrata la società di telecomunicazioni potrebbe spingere su un modello premium ed allo stesso tempo ridurre il rischio di perdere clienti verso un altro operatore, il cosidetto churn, oggi tema sempre più rilevante nelle strategie delle telco.
 

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