Inchiesta Rockol: verso la music cloud. Intervista a Enzo Mazza (FIMI)

Inchiesta Rockol: verso la music cloud. Intervista a Enzo Mazza (FIMI)

Inchiesta Rockol. Verso la music cloud: i protagonisti dell’industria musicale nel passaggio da possesso a accesso.
 

Continua lo speciale cominciato con l’intervista a Gaetano Blandini di SIAE. La parola passa a Enzo Mazza, presidente di FIMI: modelli di business, telco e major, ancora ‘Legal Bay’…

QUAL E' LA MISSIONE DI FIMI IN QUESTO TRIENNIO, QUALI LE LINEE STRATEGICHE ED I PRINCIPALI OBIETTIVI?
Il primo è più importante obiettivo è quello di accompagnare da vicino le aziende in questa delicata fase di cambiamento dell'intero settore. L'industria discografica così come appariva nel 1997, quando entrai in FIMI, è radicalmente mutata. Oggi è fondamentale sostenere un'azione di ampio respiro, soprattutto a livello istituzionale per ottenere una decisa presa di coscienza che l'industria musicale è uno dei settori protagonisti dell'innovazione dei media. FIMI produce ricerche e studi, documenti di analisi, report ed eventi proprio con l'obiettivo di informare i nostri referenti, comprese le stesse aziende associate, su quello che sta avvenendo nel nostro settore. Operiamo a livello di referenti politici, affinché siano consapevoli che questo settore, così come altri dei media, necessita di una forte tutela dei contenuti nelle reti digitali. FIMI è regolarmente presente nelle audizioni di Camera, Senato e delle maggiori istituzioni, laddove si parla di innovazione, di banda larga e ovviamente di tutela della proprietà intellettuale. Operiamo al livello stampa sia di settore ma soprattutto economica e di tecnologia, affinché sia informata sull'evoluzione in atto e fornisca ai lettori un quadro dell'offerta e dello sviluppo nel settore. Operiamo a livello di business community, affinché sia informata sull'innovazione e sulle potenzialità del settore. Pensiamo agli ISP o a quelle imprese che devono investire nel business dei contenuti digitali. E' fondamentale per loro capire cosa sta accadendo nell'industria musicale, cosa succede nel mondo, quali sono i modelli di business che si stanno consolidando. L'Italia è purtroppo ancora indietro su questo fronte e non è facile far passare i concetti legati ai contenuti digitali e alle potenzialità del mercato. Nelle ricerche che commissioniamo ci sono molti dati utili ed oggi, senza un'attenta analisi di ciò che i consumatori desiderano o ritengono siano le proprie necessità si rischia di fallire completamente la strategia.
LA DISCOGRAFIA SI E' DEFINITIVAMENTE ATTREZZATA PER UN'ERA ECONOMICA DIVERSA? IL DOWNSIZING E' COMPLETO O CI ATTENDIAMO ALTRI SCOSSONI? IL DIGITALE E' STATO CULTURALMENTE ASSORBITO O C'E' TUTTORA ARRETRATEZZA IN ITALIA?
E' il crescente fatturato a far diventare l'offerta digitale sempre più importante e di conseguenza a far crescere l'interesse le strategie delle aziende che si muovono in questa direzione in maniera sempre più spinta. Per diverso tempo in Italia il digitale è sembrato essere una nicchia senza grandi potenzialità. Io stesso, molte volte, venivo visto come qualcuno che delirava su un mondo che sembrava lontano anni luce oppure nemmeno immaginabile. Ora che il fatturato è arrivato a 20 milioni di euro e rappresenta quasi il 15 % del settore è evidente che le aziende devono essere strutturate e organizzate avendo come mission lo sviluppo dei contenuti soprattutto sul fronte delle reti online. E' vero che il cd è ancora il core business del settore ma è ormai è chiaro a tutti che il business del futuro, al centro del quale ci sarà sempre la registrazione, sarà costruito sulla base di tante "revenue stream" delle quali la maggior parte giungerà proprio dal mondo digitale e dalle diverse tecnologie disponibili.
UN TEMA FORTE DEGLI ULTIMI MESI, NONCHE' IL CUORE DI QUESTA INCHIESTA, E' IL GRADUALE PASSAGGIO DAL CONCETTO DI POSSESSO A QUELLO DI ACCESSO: CHE VISIONE HAI DELLA MUSIC CLOUD?
Sicuramente le tecnologie porteranno alla definitiva consacrazione del modello always on, ovvero l'iperconnessione tramite la quale avremo sempre a disposizione, tramite qualsiasi device, i nostri contenuti,organizzati in playlist o palinsesti, residenti da qualche parte "tra le nuvole". Ma non solo. La semplificazione dei sistemi di pagamento, il cui punto di arrivo sarà il pagamento mobile, ovvero con codici che consentiranno alle "casse" di identificare il nostro borsellino mobile e ci permetteranno di accedere all'istante ad altri contenuti o ad eventi live in qualsiasi luogo ed in qualsiasi istante. Appoggiando il nostro palmare sul televisore, tanto per fare un esempio, accederemo alla diretta di un concerto, di un'opera lirica o di un film, oppure agli showcase dei nostri artisti preferiti. E questa cosa è meno lontana di quello che si possa credere.
L'INDUSTRIA DELL'INTRATTENIMENTO IN ITALIA E' STATA RECENTEMENTE INTERESSATA A DUE NOVITA' NORMATIVE, PER QUANTO NON ANCORA COMPIUTE: IL DECRETO SULLA COPIA PRIVATA E IL DECRETO ROMANI. UN PARERE SU ENTRAMBE...
Il decreto sulla copia privata è semplicemente un aggiornamento di una tabella di strumenti tecnologici che prima non erano compresi, una sorta di revisione del panel Istat. Come componente del Comitato che ha elaborato la bozza sottoposta al Ministro posso dire che c'è stato un lavoro approfondito, con tutte le amministrazioni e i ministeri interessati e in più c'è stato un confronto in più sedi per trovare una mediazione tra le due industrie (contenuti e tecnologie). Non capisco la levata di scudi di soggetti che hanno goduto di quasi sei anni di esenzione. Come ho detto al ministro dell'industria che ha sollevato critiche o in Confindustria, ci sono imprese che hanno goduto di un "credito all'innovazione" per sei anni. Ho sentito il presidente di Asstel, Parisi, affermare che la "tassa" sui telefonini avrebbe rallentato l'innovazione e aggravato i costi di connessione. Lo stesso Parisi non ha commentato l'indagine di Sos Tariffe che ha evidenziato come le connessioni mobili per internet in Italia siano le più care e le più lente d'Europa, in un paniere di 17 Paesi. Non male. Per quanto riguarda il Decreto Romani siamo stati presenti alle audizioni, abbiamo evidenziato le nostre posizioni che non chiedono censura ma rispetto dei diritti di proprietà intellettuale a tutti i soggetti che operano nella rete. Vediamo ora cosa accadrà sul piano operativo. Sono iniziate della audizioni presso l'Agcom dove saremo presenti con un articolato position paper sulle misure da intraprendere.
[CONTINUA]

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