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Leoni Sceti (EMI): 'Abbiamo un piano, gli investitori accettino il rischio'

L’amministratore delegato di EMI Music, Elio Leoni Sceti, sta lavorando a una missione estremamente delicata (che qualcuno potrebbe definire impossibile): convincere gli operatori finanziari a destinare altri investimenti alla società, così da permetterle di rimborsare l’ingente debito contratto nei confronti di Citigroup e di garantirsi un futuro stabile. Intervistato dal magazine inglese Management Today il manager romano, 44 anni, 4 figli, una moglie americana e una casa nel Surrey, sfoggia calma olimpica e spiega come spera di raggiungere l’obiettivo assegnatogli da Guy Hands: “Si tratta in primo luogo di identificare il comportamento del consumatore, i suoi bisogni e le sue motivazioni; e poi di cominciare a portare sul mercato i prodotti che colmano quel gap”, premette. “Il consumo, nel settore musicale, cresce più che in qualunque altra industria di cui io sia a conoscenza. Il problema è che il 10 % della musica viene pagato e il 90 % piratato. Noi puntiamo a farne pagare il 90 % lasciandone il 10 % ai pirati. Il vero problema dell’industria musicale non è il declino delle vendite dei cd ma la scarsa conversione in profitto dei digital download”. Si tratta dunque di accelerare la crescita dei ricavi digitali: in che modo?  “Attraverso l’innovazione e la tutela legislativa, e con ulteriori investimenti in tecnologia”. 

    L’amministratore delegato di EMI Music, Elio Leoni Sceti, sta lavorando a una missione estremamente delicata (che qualcuno potrebbe definire impossibile): convincere gli operatori finanziari a destinare altri investimenti alla società, così da permetterle di rimborsare l’ingente debito contratto nei confronti di Citigroup e di garantirsi un futuro stabile. Intervistato dal magazine inglese Management Today il manager romano, 44 anni, 4 figli, una moglie americana e una casa nel Surrey, sfoggia calma olimpica e spiega come spera di raggiungere l’obiettivo assegnatogli da Guy Hands: “Si tratta in primo luogo di identificare il comportamento del consumatore, i suoi bisogni e le sue motivazioni; e poi di cominciare a portare sul mercato i prodotti che colmano quel gap”, premette. “Il consumo, nel settore musicale, cresce più che in qualunque altra industria di cui io sia a conoscenza. Il problema è che il 10 % della musica viene pagato e il 90 % piratato. Noi puntiamo a farne pagare il 90 % lasciandone il 10 % ai pirati. Il vero problema dell’industria musicale non è il declino delle vendite dei cd ma la scarsa conversione in profitto dei digital download”. Si tratta dunque di accelerare la crescita dei ricavi digitali: in che modo?  “Attraverso l’innovazione e la tutela legislativa, e con ulteriori investimenti in tecnologia”. 

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