Mariah Carey colpita da Montezuma a Milano

Mariah Carey colpita da Montezuma a Milano
Mariah Carey è distrutta: poche ore prima dell’incontro con la stampa italiana, ha ricevuto a Montecarlo il World Music Award (dovuto alla “modesta” cifra di 80 milioni di dischi venduti in tutto il mondo). Alla cerimonia devono aver fatto seguito un po’ di bagordi, perché la cantante è vittima di un disturbo gastrico. Vendetta di Montezuma o di Tommy Mottola, l’ex marito (fresco presidente della Sony Entertainment) che tali bagordi le ha negato negli ultimi otto anni? O colpa di Alberto Castagna, vista la registrazione dell’ospitata a “Stranamore” cui la Carey si è sottoposta prima dell’incontro con la stampa? Mariah comunque riesce a essere bellissima e sexy (indossa fra l’altro una specie di sottoveste) anche quando è a pezzi. I commenti dei giornalisti, all’uscita, erano tutti concordi: «gran bella…», «ci ha messi a dura prova…» «quando si è messa lunga distesa sul divano…». Riferiamo non per spirito goliardico, ma per farvi sapere che a volte anche i giornalisti sono uomini come gli altri (a volte, non sempre).
“Non ho avuto molto tempo per me stessa negli ultimi anni: ho pubblicato un disco all’anno, e ora voglio respirare. Mi dedicherò a un film con Chris Tucker e a una colonna sonora”, ha esordito Mariah.
E a un nuovo innamorato?
“Hmmm, posso solo dire che sto imparando a usare la mazza da baseball”. (Ovvero, il nuovo compagno di Mariah è il giocatore dei New York Yankees Derek Jeter. Se ci fosse un doppio senso, decidetelo voi).
Per il tuo ultimo disco “Butterfly” hai scelto come produttore Sean “Puffy” Combs, che non è molto amato dalla critica a causa dei suoi campionamenti “selvaggi”…
“La musica rap è la musica dei poveri, è nata da ‘Rapper’s Delight’, che era fatta su una base degli Chic. I ragazzi non avevano strumenti, e allora usavano i dischi altrui per cantarci sopra. Puff è il primo a sviluppare quella cultura utilizzando canzoni di autori bianchi. Che sono anche molto contenti perché prendono soldi. In questo momento lui sta unendo le due culture. Inoltre, l’ho scelto perché è un grande professionista. Poi ho lavorato anche con Jermaine Dupri, che invece preferisce comporre cose nuove, e canterò nel suo prossimo disco”.
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