Inchiesta Rockol: verso la music cloud. Intervista a Gaetano Blandini (parte 3)

Inchiesta Rockol: verso la music cloud. Intervista a Gaetano Blandini (parte 3)

 

Inchiesta Rockol. Verso la music cloud: i protagonisti dell’industria musicale nel passaggio da possesso a accesso.
[prima parte]
[seconda parte]

SENTA, CON LA CONSULENZA MIRABILE DELL’AVVOCATO AGOGLIA, FINORA E’ RIUSCITO A NON DIRE QUASI NULLA SU ‘LEGAL BAY’.  RIPROVIAMOCI, CON L’OBIETTIVO DI CHIARIRE QUAL E’ LA VISIONE CHE LO SUPPORTA. MI PARE DI POTERE DIRE CHE, A QUESTO STADIO, ‘LEGAL BAY’ E’ UN THINK TANK, AL CUI TAVOLO POTREBBERO SEDERE CARRIER, PROVIDER, CONTENT OWNERS, SIAE, FIMI E ASSOCIAZIONI VARIE IN RAPPRESENTANZA DI OGNI PARTE POTENZIALMENTE COINVOLTA. SE QUESTO THINK TANK ORIGINASSE REALMENTE UN PROGETTO CONCRETO, QUESTO PROGETTO CONDURREBBE A UNA SITUAZIONE DI QUESTO TIPO: UN POSTO, UNA NUVOLA, UN SUPERSERVER CHE RACCHIUDE LA MUSICA, ALLA QUALE POSSANO ATTINGERE GLI OPERATORI TUTTI: DALLE TELEFONICHE AI SEMPLICI EDITORI ONLINE FINO ALLA SIAE. GIUSTO?

 

 

 


Giusto.

 

 


DA QUESTO BACINO CIASCUN OPERATORE TRAE GLI ELEMENTI PER CONFEZIONARE LA PROPRIA OFFERTA DI MUSICA E PROPORLA AL PROPRIO PUBBLICO: GIUSTO?

 

 


Corretto, giustissimo. La visione è questa.

 

 


ALLORA SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA: IL RISULTATO AUSPICABILMENTE POSITIVO DEL PROGETTO SARA’ EFFETTIVAMENTE APERTO A TUTTI O SARA’ APPANNAGGIO DEL THINK TANK INIZIALE?

 

 


Dovrà assolutamente essere aperto a tutti. Diversamente sarebbe un fallimento epocale e strutturale. Se non fosse così sarebbe meglio non sedersi a quel tavolo e significherebbe che tutti, a partire da SIAE, abbiamo fatto male il nostro lavoro.

 

 


MA ‘LEGAL BAY’ LO CONSIDERIAMO UN BRAND O UN NOME IN CODICE?

 

 


Per ora forse è meglio considerarlo un nome in codice. Un brand mi pare eccessivo. Questo è un profilo di serietà che dobbiamo alle istituzioni, perché SIAE è comunque un’istituzione, non il tabaccaio dietro l’angolo. Allora se anche le istituzioni cominciano in questo settore ad avere il profilo di chi non ha il dubbio ma che ha già la certezza e la visione strategica, dico la verità: chi dice di averlo, come dicono quelli delle Iene, dice una grande, grandissima C-A-Z-Z-A-T-A, perché nessuno ha la soluzione in tasca. Anzi, a quel tavolo sarebbe opportuno avere non solo i portatori di interessi economici, la cui presenza è legittima, ma anche chi conosce da tempo molto bene gli utilizzatori finali. Perché questo bacino di cui si accennava deve poi essere un luogo dove ciascuno va col proprio bicchierino e prende l’acqua. La SIAE, Virgilio, Rockol… Credo insomma che ciascuno di noi siederà a quel tavolo con un proprio progetto, ma credo che se ciascuno reputerà perfetto il proprio progetto la percentuale di possibilità di fallimento sarà altissima. Perché è evidente che ciascuna parte avrà costruito il progetto e il modello che ne deriva solo in relazione alle proprie esigenze. Se non ci sediamo lì condividendo le nostre esigenze e cercando veramente di trovare la sintesi, cioè il giusto equilibrio tra le esigenze di tutti e quelle del fruitore finale di questo bacino, Legal Bay o altri progetti molto probabilmente falliranno. Serve che ciascuno abbia lo spirito di chi apporta un contributo dovendo necessariamente rinunciare a qualche cosa rispetto alla posizione iniziale. Ma devo dire che su tutto questo ci aspettiamo dei contributi, contributi semplici, sereni, scevri da condizionamenti tipici di chi deve difendere una rendita di posizione.

 

 


CHE TEMPI VI SIETE DATI?

 

 


Più che darci dei tempi, diciamo che siamo fiduciosi che entro il primo semestre di quest’anno finisca il girotondo e ci sediamo. Questo è un obiettivo che spero centreremo. E poi, come quando si inizia a girare un film, si fa un piano di lavorazione. Si fa un calendario. Noi l’avevamo fatto anche, col famoso tavolo, ma poi si bloccò tutto per otto mesi, adesso s’è riaperto (il Comitato Antipirateria presso la Presidenza del Consiglio – n.d.r.). Quel comitato nasce non per proporre misure repressive, ma per esaminare problemi e proporre soluzioni normative, codici di comportamento e offerte legali. Da lì nasce Legal Bay.

 

 


IL TEMA DELLA CODA LUNGA PARE SUGGERIRE A SIAE UN RIPENSAMENTO DELLA PROPRIA COMUNICAZIONE RIVOLTA AGLI ASSOCIATI, UN RIAVVICINAMENTO ALLA MOLTITUDINE DI AUTORI DI OPERE DI INGEGNO CHE NELLA MODERNA SITUAZIONE DIGITALE FORNISCONO UNA PLETORA DI PICCOLI CONTRIBUTI CHE SOMMATI SONO SIGNIFICATIVI MA CHE, PER UNA RAGIONE O PER L’ALTRA, RESTANO LONTANI DALLE ISTITUZIONI. CHE NE PENSATE IN MERITO? SIETE D’ACCORDO? E’ EVENTUALMENTE COERENTE CON IL RIPOSIZIONAMENTO DEL RUOLO DI SIAE DEGLI ANNI A VENIRE?

 

 


In questi primi due mesi circa di attività ho letto molto, ho incontrato persone, fatto consigli d’amministrazione, ho incontrato tutto il management di questa società, ed ho cominciato a delineare quelle che credo possano essere le linee di indirizzo strategico, condividendole con il Consiglio. Non credo di potermele dare da solo ma, in un ente con una così ampia base associativa, devono darmelo gli organi sociali. Lo dice lo statuto della SIAE, articolo 5, comma 1, lettera d. In questa struttura da tantissimi anni si fanno piani di esercizio, cioè: l’anno che verrà. Mentre gli indirizzi strategici sono a 3-4 anni. Allora ho redatto una sintesi delle cose che ho letto e che credo di avere capito, e in queste linee c’è anche l’aspetto della comunicazione, perché i nostri straordinari professionisti finora hanno avuto un indirizzo di comunicazione istituzionale. Stiamo anche aspettando delle proposte, abbiamo delle necessità. Abbiamo tagliato le spese di rappresentanza della direzione generale per mettere già a disposizione qualche piccola risorsa per la comunicazione. Alcuni ci dicono di aprire dei blog. Altri di incidere una canzone. Per ora abbiamo colto con convinzione la necessità di fare, di avvicinare la SIAE al ‘mondo reale’. E’ una necessità evidente, siamo stufi di essere considerati il Gabelliere. La Sia del 1882 non nasce come Gabelliere, non era quello l’intento dei padri fondatori; nasce per tutelare interessi che prima non erano tutelati. Ma ci piaccia o no, nell’immaginario di tutti SIAE è il Gabelliere. Questa mentalità si scardina avviando iniziative di comunicazione concrete, che siano di sostanza. Da qualche parte dobbiamo cominciare e siccome non l’abbiamo mai fatto, serve al nostro interno una piccola rivoluzione mentale. E i nostri associati, piccoli e grandi, ci devono aiutare in questa rivoluzione perché se l’impulso non parte da loro, se la spinta non arriva dal basso, dai non so quanti professionisti a tempo pieno piuttosto che dalle altre decine di migliaia di dilettanti della creazione di opere, è francamente difficile pensare che venga solo dalla struttura. Questa è una struttura al servizio e di servizio. Il limite di tutti noi, compreso il direttore generale, si arresta al dovere di proposta e al dovere di fare, di trovare soluzioni alle linee che ci vengono date. Ma se questa rivoluzione da un lato è gestionale e riguarda, tra l’altro, ripensare come siamo presenti sul territorio e capire se l’organizzazione sia corretta e funzionale o vada cambiata, tutti dobbiamo avere la voglia di fare questo cambiamento mentale. Altrimenti sarà harakiri: nonostante l’affanno del ‘day by day’ dobbiamo cominciare e non fermarci.

 

 


LEI SI E’ APPENA INSEDIATO. CHE BILANCIO 2009 EREDITA? E CHE BUDGET HA IPOTIZZATO PER IL 2010?

 

 


Partiamo con un preventivo 2010 non da me determinato, ma da un consiglio d’amministrazione e dal mio predecessore che ci ha lavorato insieme ai dirigenti di questa struttura. Quindi ovviamente aspetto la prima trimestrale per verificarlo. Certamente non sono petali di rosa, diversamente Gaetano Blandini non sarebbe nemmeno apparso all’orizzonte: se la struttura avesse risolto certe criticità, non si sarebbe avvertita l’esigenza di un cambiamento. Ci sono delle spie che ci inducono a non manifestare un ottimismo irragionevole e a essere invece criticamente vigili e attenti perché gli indicatori ci dicono che, a meno di eventi miracolistici, sarà un anno particolarmente difficile. Credo, e l’ho già detto pubblicamente, che nessuno possa aspettarsi piani industriali o di ristrutturazione di un’azienda a costo zero. Non esistono, io non devo fare il demagogo. Nel momento in cui gli organi sociali avranno definito quelli che sono gli indirizzi sulla base dello stimolo propositivo da noi fornito (noi abbiamo in tal senso un termine molto stretto in consiglio di direzione, composto dal direttore generale e dagli alti dirigenti, per riempire il piano di contenuti e stabilire poi costi, tempi e prospettive), noi andremo ad aggiornare un budget anno per anno. E sapremo che, se avremo qualcosa di più perché saremo stati bravi o fortunati, quell’eccesso dovremo investirlo, cosa che non viene fatta da molti anni, in questo progetto di ristrutturazione. Tagliare per tagliare non richiede un manager o un direttore generale: basta un ragioniere. Noi dobbiamo fare investimenti per riqualificare il nostro personale e investimenti per rimappare la nostra presenza sul territorio. Dobbiamo fare investimenti molto importanti sulla multimedialità e progetti affini. Per i buoni progetti non bastano le buone idee, servono gli investimenti. Qui si è pensato molto a incassare e ripartire ma a investire no...

 
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.