Sanremo 2010: Rockol mette a confronto discografici e commissione artistica

Sanremo 2010: Rockol mette a confronto discografici e commissione artistica

 

Venerdì scorso, 29 gennaio, Rockol ha organizzato una tavola rotonda incentrata sui temi dei rapporti tra discografia e Festival di Sanremo e dei criteri di selezione adottati dalla Commissione Artistica della manifestazione.  All’incontro, che si è svolto presso l’Università Cattolica di Milano nell’ambito di una lezione del Master in Comunicazione Musicale, hanno partecipato Leopoldo Lombardi (presidente AFI), Mario Limongelli (presidente PMI), Giordano Sangiorgi (presidente Audicoop) e Massimo Cotto (autore del Festival e membro della commissione artistica selezionatrice dei giovani di “Sanremo Nuova Generazione”), moderati dal direttore di Rockol Franco Zanetti. Un video dell'incontro verrà pubblicato nei prossimi giorni sul canale YouTube del Master. Di seguito il resoconto della prima parte della discussione:



Zanetti. Mi sono ripromesso di non alimentare le polemiche, dunque leggo solo un estratto della e-mail inviatami da Enzo Mazza, presidente della FIMI, per comunicarmi la sua decisione di non partecipare a questa tavola rotonda: “Ti confermo”, scrive Mazza, “che come FIMI non interverremo al dibattito: la motivazione è che avevamo chiesto di allargare il tema alla più ampia questione dei rapporti tra media e musica per non banalizzare il discorso e trasformarlo come sempre in una sterile polemica”. Ciò detto, e nonostante l’assenza della FIMI, a me risulta che questa di oggi sia forse la prima occasione in cui le associazioni hanno l’occasione di discutere tra di loro  guardandosi in faccia, invece che a forza di comunicati stampa. Ne approfitto per chiedervi cosa non vi piace del Sanremo di quest’anno.

 

 

Lombardi. Come Associazione Fonografici Italiani siamo delusi dall’esito dei lavori della Commissione Artistica del Festival, che non ha selezionato neanche un nostro artista, e rammaricati per i nostri associati, che con molte difficoltà continuano a investire risorse pur essendo martoriati da una situazione di mercato molto difficile e penalizzati dalla restrizione generalizzata degli spazi televisivi. Inutile puntare il dito contro Sanremo, la Commissione Artistica o le multinazionali: è il sistema nel suo complesso che penalizza la piccola industria discografica italiana. Portiamo a casa un risultato negativo, ma anche la convinzione che sia necessario ridiscutere certe regole. Chiediamo spazi, al di là del Festival. A domanda di un giornalista che si interrogava sulla necessità di inserire nel cast artisti emersi dai talent show, il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi, in conferenza stampa, ha risposto che si voleva dare una fotografia della realtà attuale del mercato musicale italiano. Noi rispondiamo che in Italia, nei locali dove si suona musica dal vivo e negli  studi di registrazione, circola anche altra musica.  D’altro canto mi rendo conto che la situazione è diventata più difficile per tutti, e che anche noi dobbiamo essere più competitivi nelle nostre proposte musicali.

 

 

Limongelli. Premetto che se le multinazionali controllano il 90 per cento del mercato, da recenti ricerche risulta che agli indipendenti va riconosciuto l’80 per cento del settore nel campo dello scouting e della ricerca di nuovi artisti. Ma torniamo a Sanremo: PMI aveva richiesto alla Rai un incontro a ridosso dell’edizione precedente del Festival per ragionare su ciò che aveva e non aveva funzionato. Ogni anno la risposta è  “vedremo”; e puntualmente si arriva al 27 novembre con il regolamento bell’e pronto. Presa conoscenza del contenuto di esso, ci siamo subito dichiarati contrari alla partecipazione di diritto dell’artista vincitore di X Factor nella categoria “Artisti”. FIMI, cui è associata l’azienda che pubblica il disco del vincitore del talent show, non ha ovviamente preso posizione sull’argomento. Alla Rai, d’accordo con AFI, abbiamo conseguentemente richiesto  due ‘big’ e due giovani in più, proprio allo scopo di  garantire più spazi alle aziende indipendenti. Abbiamo anche richiesto, come associazione, di fare parte del comitato di controllo incaricato di verificare la regolarità del lavoro svolto in Commissione Artistica:  il direttore artistico Mazzi non si è detto d’accordo. Mi dissocio, invece, dalle considerazioni di AFI riguardo agli artisti ammessi alla gara: credo che le scelte della Commissione non debbano tenere conto di  logiche di spartizione. Come PMI rappresentiamo il 16 per cento del mercato, ma non abbiamo mai chiesto a Rai il 16 per cento dei posti disponibili. Un’ultima considerazione: durante la conferenza stampa di presentazione del Festival si sono decantati gli ospiti italiani e stranieri, la scenografia dell’Ariston e tante altre cose. Benissimo, ma nessuno ha parlato di musica, del cast o delle aziende discografiche. Mazzi ha anzi sottolineato che l’industria discografica ha perso il suo ruolo centrale, dal momento che oggi gli artisti lo chiamano personalmente per partecipare al Festival. E’ una cosa che mi ha ferito: lui sa benissimo che le aziende collaborano e partecipano attivamente alla riuscita della manifestazione, e che le indipendenti – se non le multinazionali – hanno nel dna  la cultura del rapporto con l’artista. Quando un’azienda smonta il reparto artistico, è l’inizio della fine. Le multinazionali, dall’Italia, potrebbero anche sparire. Noi no. Sappiamo tutti, del resto, che Sanremo oggi non è più il Festival della canzone italiana ma una grande vetrina televisiva che per fare audience chiama anche i calciatori. 

 

 

Sangiorgi. Nati dal Meeting delle Etichette Indipendenti, noi di Audicoop rappresentiamo un universo molto frammentato di microimprese votate alla ricerca e all’innovazione musicale. Da questo punto di vista, per noi il Festival di Sanremo rappresenta un evento abbastanza marginale: interveniamo sull’argomento per evitare il rischio che si corre anche in politica, quando di fronte all’affermarsi di un pensiero unico sembra che nel Paese non esistano altre realtà o gente che la pensa diversamente. Quest’anno l’organizzazione di Sanremo aveva aperto alcuni spiragli che poi però non si sono tradotti in fatti concreti: intanto però, e questo è un fatto positivo, è venuto meno il mercimonio del televoto sui giovani, che lo scorso anno aveva provocato le nostre proteste,  interrogazioni parlamentari e interventi di Striscia la notizia. E’ un passo avanti, secondo noi, anche il riconoscimento agli  artisti della possibilità di iscriversi alla gara anche senza l’appoggio di una casa discografica: un futuro possibile della musica nel nostro Paese è quello che passa attraverso l’autoproduzione. Abbiamo accolto con favore anche l’apertura alle musiche dialettali, di cui in questi ultimi due anni si è registrato un forte ritorno: a differenza di tanta altra musica, compresa quella sanremese, quella dialettale si esporta tra l’altro anche all’estero. Peccato poi che dal principio non si sia passati alla pratica. Non ci sono, a Sanremo, gruppi come i 99 Posse, che stanno facendo sold out in tutta Italia. Non c’è traccia della nuova generazione di cantautori italiani: Dente o Le Luci della Centrale Elettrica sono i nuovi De Gregori e Venditti, raccontano in modo straordinario il nostro Paese e il modo in cui lo vivono i ventenni e trentenni di oggi. Né ci sono esponenti, a Sanremo, del nuovo indie-rock: penso al Teatro degli Orrori, un gruppo capace di coniugare le sonorità indie più estreme a testi di tipo pasoliniano. Sono musiche, queste , che riempiono i club: anch’io, come chi ha parlato prima di me, mi chiedo se non sia necessario riaggiornare a monte questo sistema. D’altra parte rilevo che se  Sanremo avesse dato ascolto in passato alle istanze di certa discografia, il Festival si sarebbe riempito di artisti decotti  e di giovani sconosciuti  permettendo l’uso del  denaro pubblico della Rai per interessi promozionali particolari.


 


(Il resoconto della seconda e terza parte del dibattito verranno pubblicati stamattina alle 10 e alle 11)

 



GIOCA AL FANTAFESTIVAL CON ROCKOL!

 

 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.