Francia: arriva la 'Google tax'?

Una “Google tax” per compensare case discografiche e altre imprese dell’industria creativa dai mancati guadagni provocati dalla “Internet revolution” e dal file sharing non autorizzato: lo propone uno studio di settore commissionato dal Ministero della Cultura francese di cui sono autori Guillaume Cerutti (presidente di Sotheby’s in Francia), l’ex ministro della Repubblica Jacques Toubon e il discografico Patrick Zelnik (che con l’etichetta Naive pubblica i dischi della première dame Carla Bruni ). La tassa, che andrebbe a colpire Internet Service Providers e altri giganti del Web come MSN e Yahoo!, verrebbe applicata sugli introiti pubblicitari realizzati dalle società; il gettito del prelievo, stimato in decine di milioni di euro, servirebbe a  finanziare i progetti di sviluppo dell’industria locale nel settore musicale, cinematografico, televisivo ed editoriale. L’obiettivo della disposizione, ha spiegato Cerutti in un’intervista rilasciata al quotidiano Libération, è di “porre fine a un arricchimento senza limiti o compensazioni” garantendo nel contempo la sopravvivenza delle industrie creative e dei contenuti.

    Una “Google tax” per compensare case discografiche e altre imprese dell’industria creativa dai mancati guadagni provocati dalla “Internet revolution” e dal file sharing non autorizzato: lo propone uno studio di settore commissionato dal Ministero della Cultura francese di cui sono autori Guillaume Cerutti (presidente di Sotheby’s in Francia), l’ex ministro della Repubblica Jacques Toubon e il discografico Patrick Zelnik (che con l’etichetta Naive pubblica i dischi della première dame Carla Bruni ). La tassa, che andrebbe a colpire Internet Service Providers e altri giganti del Web come MSN e Yahoo!, verrebbe applicata sugli introiti pubblicitari realizzati dalle società; il gettito del prelievo, stimato in decine di milioni di euro, servirebbe a  finanziare i progetti di sviluppo dell’industria locale nel settore musicale, cinematografico, televisivo ed editoriale. L’obiettivo della disposizione, ha spiegato Cerutti in un’intervista rilasciata al quotidiano Libération, è di “porre fine a un arricchimento senza limiti o compensazioni” garantendo nel contempo la sopravvivenza delle industrie creative e dei contenuti.

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