NEWS   |   Industria / 17/12/2009

UK, il Mama Group chiude l'anno a + 14%: 'Il nostro è il business del futuro'

UK, il Mama Group chiude l'anno a + 14%: 'Il nostro è il business del futuro'

Esiste un modello di business redditizio, nell’industria musicale del 2009? L’inglese Mama Group, che sfoggia risultati brillanti per l’anno finanziario chiuso a luglio 2009 (fatturato a 38,2 milioni di sterline, + 14%; profitti al lordo di tasse e interessi cresciuti da 0,6 a 6,03 milioni) è convinta che la ricetta giusta consista nel lavorare a tutto campo: concerti e ticketing, edizioni musicali, management artistico, marketing,  media, sponsorizzazioni, servizi al consumatore.  Tra i fattori principali del loro successo i due amministratori delegati Adam Driscoll e Dean James citano la joint venture con HMV che da gennaio vede le due società collaborare nella gestione di 11 sale da concerto, la riapertura a giugno del Garage di Londra, l’acquisizione a settembre dello Heaven e i 75 mila spettatori raccolti dai loro festival all’aperto durante la stagione estiva. “La combinazione strategica di una forte presenza nei locali dove si fa musica dal vivo, di un management artistico dal roster crescente e di una posizione significativa nel campo del ticketing, delle sponsorizzazioni e della musica digitale”, spiegano, “rappresenta a nostro avviso il modello dell’industria per il futuro”; si tratta, aggiungono, di “lavorare a stretto contatto con gli artisti in ogni stadio della loro carriera stimolando le vendite di biglietti e di merchandising”.

Il Mama Group è nato nel 2002; attraverso la rete Barfly controlla a Londra locali celebri come l’Hammersmith Apollo, il Jazz Cafe, il Forum  il Borderline. Edita riviste come il musicale The Fly e rappresenta celebri produttori discografici come Rick Nowels (Madonna, Dido, Nelly Furtado), Simon Gogerly (U2), Tore Johansson (Franz Ferdinand, Cardigans, New Order), Greg Haver (Manic Street Preachers), Richard Robson (Amy Winehouse, Sugababes) e Steve Lyons (Cure, Depeche Mode).