Buja (Universal): 'Il ministro Brunetta vigili anche sugli stipendi SIAE'

Buja (Universal): 'Il ministro Brunetta vigili anche sugli stipendi SIAE'

I quotidiani di oggi, 3 dicembre, riportano in prima pagina la proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, che per porre un freno ai contratti multimilionari dei conduttori televisivi Rai invita l'emittente pubblica a riportarne i compensi nei titoli di testa o di coda dei programmi.  In qualità di “maggior contribuente SIAE in termini di incassi”, il presidente della società di edizioni musicali Universal Music Publishing Ricordi Claudio Buja ne approfitta per chiedere al ministro che analoga attività di vigilanza venga esercitata nei confronti della società degli autori, rendendo di dominio pubblico, in particolare, gli emolumenti percepiti dal nuovo direttore generale Gaetano Blandini. “In quanto ente pubblico economico”, premette Buja in un'intervista rilasciata a Rockol, “la SIAE vive un’anomalia: i suoi dipendenti sono dipendenti pubblici ma vengono pagati con soldi privati, quelli degli autori e degli editori”. “Con una procedura piuttosto anomala”, aggiunge, “il nuovo direttore generale  è stato individuato prima ancora che venissero definite le sue condizioni contrattuali. A proposito delle quali girano strane voci: si dice per esempio che il contratto sia di durata quadriennale e che al suo termine, in caso di mancata rinonima, a Blandini verrà comunque garantito un inserimento ai massimi livelli dirigenziali SIAE; si dice anche che tale contratto preveda una retribuzione più che doppia rispetto a quella percepita dal precedente direttore generale”.

In assemblea, lunedì scorso (30 novembre), sulla vicenda al presidente SIAE Giorgio Assumma è stato richiesto un chiarimento. “Ma Assumma”, dice Buja, “non ha fornito dettagli  rispondendo che il contratto stesso era in via di definizione e doveva ancora essere firmato. Durante la stessa assemblea, però, è pervenuta una e-mail con la quale Blandini si dichiarava felice di accettare l’incarico proclamandosi fedele servitore dello stato (dal 2004 ad oggi ha svolto l’incarico di direttore generale per il Cinema nell’ambito del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ndr).. Non abbiamo motivo di dubitarne, e anzi di lui abbiamo sentito parlar bene. Ma allora è giusto che venga  assoggettato a retribuzioni congrue e coerenti con i compiti che è chiamato a svolgere all’interno di un ente pubblico quale la SIAE è”.

Di qui l’appello al ministro Brunetta, affinché intervenga a garantire la trasparenza nella gestione economica della società: “Vorremmo sapere quali sono le condizioni economiche previste dal contratto del direttore generale, non solo per quanto riguarda la retribuzione fissa ma anche e specialmente per quanto attiene al premio di risultato. Sarebbe importante conoscerne l’entità e i parametri in base al quale verrà calcolato. Non dimentichiamo che la SIAE vive un momento difficile sotto il profilo economico, con un bilancio 2009 in perdita e  una situazione complicata anche per quanto riguarda il 2010. Su questo punto oscuro, trattandosi dei nostri soldi, esigiamo chiarezza”. 

 

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