"Non so perché, non capisco le parole di quel disco, ma intuisco che quell'uomo era un poeta. Esattamente il tipo di artista che io cerco, di quelli che non imitano il pop nordamericano, ma esprimono una loro poetica personale legata alle radici. Purtroppo ho saputo che non è più tra noi".
Lei lavora sempre più spesso in Italia. Ci sono altri progetti all'orizzonte?
"Domani parto per New York, ma tornerò prestissimo a Milano per allestire la mostra fotografica "Your action world", che ho già presentato a Trieste. Sarà alla Scala Art Center dal 15 aprile al 30 maggio".
E poi?
"Finalmente dovrei decidermi a imparare l'italiano"».