NEWS   |   Italia / 17/11/2009

Sanremo 2010, parla Mazzi: 'Aprire agli autori stranieri è segno di attualità'

Sanremo 2010, parla Mazzi: 'Aprire agli autori stranieri è segno di attualità'

C'è anche un "lodo Karima " nel nuovo regolamento del festival di Sanremo. Ricordate? Dopo l'edizione 2009 Rockol sollevò il (fondato) sospetto che i veri autori della canzone proposta dalla giovane cantante livornese fossero Burt Bacharach e il suo collaboratore Steven Sater. Allora il regolamento non lo consentiva, mentre quest’anno un eventuale brano scritto dal celebre compositore americano, purché inedito e cantato in italiano, potrebbe partecipare regolarmente alla competizione: la disposizione che all’art.6, paragrafo b, limitava l’accesso ai soli autori e compositori di nazionalità italiana è stata abrogata.  “Abbiamo tenuto conto delle polemiche e delle eccezioni che sono state sollevate l’anno scorso”,  conferma a Rockol il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi, “perché hanno evidenziato  un anacronismo nel regolamento. Mi sembra assurdo, nel 2010 e con la progressiva apertura delle frontiere, vincolare l’accesso alla competizione ai soli cittadini italiani. Non solo per la musica, che è per definizione un linguaggio universale, ma anche per i testi delle canzoni: perché non dovremmo accettare la candidatura di un indiano o di un giapponese che ha studiato l’italiano ed è in grado di esprimersi correttamente nella nostra lingua? Con questa modifica al regolamento abbiamo voluto dare un segnale di attualità. Sanremo rimarrà comunque il festival della canzone italiana, e anche l’apertura alle lingue dialettali rientra in questa logica: gli idiomi che hanno contribuito a formare la parlata nazionale appartengono di diritto alla nostra cultura condivisa. Abbiamo voluto allargare lo spettro e lanciare una sfida agli artisti: qualche nome importante, chissà, potrebbe sentirsi più stimolato a partecipare (anche se Pino Daniele, per voce del suo ufficio stampa, ha appena smentito l’ipotesi di una sua candidatura alla gara in trio con Gigi D’Alessio e Massimo Ranieri, cosi come riportava ieri Marinella Venegoni su La Stampa, ndr). Valuteremo le proposte con attenzione, ovviamente (il termine per la comunicazione dei big o “Artisti” invitati a partecipare è il 18 dicembre, ndr): dobbiamo garantire la sussistenza dei requisiti richiesti da una manifestazione a carattere nazionale e con velleità internazionali come il festival”.

Il regolamento appena reso pubblico introduce diverse altre novità, a partire dalla serata di giovedì incentrata sulle celebrazioni della “leggenda” di Sanremo. “Agli ospiti nazionali e internazionali che saliranno sul palco quella sera chiederemo di mettere al centro della loro esibizione la reinterpretazione e il riarrangiamento di un brano entrato nella storia del Festival. E se si tratterà di artisti che vi hanno partecipato li pregheremo ovviamente di scegliere un brano altrui. E’ un’occasione celebrativa, certo, ma abbiamo  pensato di giocarcela in maniera non convenzionale. A me e ad Antonella (Clerici) piace l’idea di artisti contemporanei che interpretino la storia della canzone, come i Negramaro hanno saputo fare così bene con ‘Meraviglioso’. Come direttore artistico, mi incaricherò di allestire un cast adeguato per la serata. Faccio due esempi del tutto ipotetici: un Charles Aznavour o un Michael Bublé sarebbero adatti a un’occasione di questo tipo. Altri artisti internazionali non in linea con il progetto potranno sempre  essere ospitati nel corso di altre serate”. 

Quanto agli altri ospiti chiamati ad arricchire le “versioni liberamente rivisitate” delle canzoni in gara, il regolamento di quest’anno rivela una singolare anomalia: i due “Artisti” eliminati in prima battuta e ripescati dopo lo spareggio a quattro del giovedì si esibiranno due volte, anziché una soltanto, in questa veste “deluxe”.  Non è una discriminazione?  “Ci abbiamo riflettuto e ne abbiamo concluso che il meccanismo in qualche modo si autoregola da sé:  cantare il brano con l’ospite offre forse una chance in più a chi parte leggermente svantaggiato perché eliminato in prima battuta. Ma quel vantaggio svanisce in occasione della ripetizione di una  performance che il pubblico ha già visto. Ci sembra che gli effetti si compensino”. A proposito di classifiche: le graduatorie saranno secretate fino alla fine. “Ci limiteremo, sera per sera, a comunicare i nomi dei non ammessi al turno successivo, per entrambe le categorie. Gara ed eliminazioni sono sacrosante, fanno parte della tradizione di Sanremo e sono valide a maggior ragione oggi che il meccanismo viene ripreso con successo da altri programmi e manifestazioni. Ma rendere pubblica l’intera graduatoria non ci sembra utile ed è una soluzione che non ci piace”. 

Veniamo alla categoria “Sanremo Nuova Generazione” (“un nome un po’ altisonante”, ammette Mazzi, “ma adatto anche al contesto. Tranne me, sono tutti nuovi: conduttrice, dirigenza Rai, amministrazione comunale di Sanremo”). Anche se il termine di iscrizione scade alle 18 di martedì 15 dicembre, “chiunque può cominciare a mandare il suo brano da subito, sotto forma di cd audio e dvd con relativo video: noi, già a partire dal 3 dicembre, cominceremo a metterli in rete per l’ascolto in streaming e da  quel momento i candidati potranno iniziare a promuovere il brano nei modi che ritengono più opportuni, anche attraverso le radio, purché non vadano a cantarlo in televisione”. Mazzi è a capo  della commissione artistica, SanremoAcademy, preposta alla selezione dei sei giovani che faranno compagnia ai due espressi da SanremoLab: “Ne faranno parte”, spiega, “due autori del Festival che, se dovesse essere necessario, lavoreranno a tempo pieno su questo aspetto, e insieme a loro due personaggi noti nell’ambiente e di comprovata professionalità. I nomi li comunicheremo nell’arco di una settimana”. Perché i brani in streaming? “Vogliamo lavorare alla selezione confrontandoci anche con il gradimento del pubblico e degli addetti ai lavori, che potranno ascoltare, commentare, indicare le loro preferenze. Sceglieremo in piena autonomia, alla luce del sole: correndo eventualmente il rischio di passare per incompetenti, se tralasceremo qualche candidato che in seguito avrà successo… Si tratta di fare un lavoro molto coscienzioso,  l’obiettivo è di scovare un paio di grossi talenti”. Da lunedì 18 gennaio, sei giorni dopo la comunicazione ufficiale dei nominativi dei sei prescelti, le canzoni dei giovani artisti selezionati per il Festival e i relativi video saranno disponibili in streaming sul sito www,sanremo.rai.it. Da quel momento le canzoni dei giovani, un mese prima del Festival, potranno anche essere poste in vendita. “Se Arisa o Malika Ayane, che è esplosa due mesi dopo il Festival, avessero potuto cominciare la promozione con un mese e mezzo di anticipo sarebbe stata una cosa utile per tutti”, sostiene Mazzi. “Stavolta i giovani potranno arrivare sul palco con una canzone già conosciuta dal pubblico: la combinazione artista sconosciuto con canzone sconosciuta, come sappiamo, fatica ad attirare l’attenzione del pubblico televisivo.  Se, per ipotesi, prima del Festival uscisse una compilation dei brani dei giovani sarebbe tanto di guadagnato anche per l’industria, che un tempo utilizzava Sanremo come un marchio di qualità. Avendoci lavorato, ho grande rispetto per le case discografiche che restano il nostro interlocutore privilegiato. I giovani artisti, tuttavia, potranno anche presentarsi per conto loro. L’industria rappresenta il  portone d’accesso principale al Festival ma vogliamo lasciare aperta una piccola fessura anche a chi non è ancora stato intercettato dai professionisti del settore: in quel caso, se potremo, saremo noi a svolgere un lavoro di talent scouting”. Eliminata, invece, la gara sul Web: non ci sarà un SanremoFestival.60. “No, sarebbe un doppione, proprio perché il Web verrà utilizzato in quest’altro modo, diventando una tappa  di avvicinamento per i giovani che vogliono salire sul palco dell’Ariston”.