SIAE, assemblea spaccata sulla rielezione di Assumma

La riconferma di Giorgio Assumma al vertice della SIAE, deliberata a maggioranza venerdì scorso (6 novembre), non sembra destinata a placare le turbolenze che continuano ad agitarsi all’interno della società degli autori. Quattro anni fa, in occasione del suo primo mandato, Assumma era stato eletto all’unanimità. Stavolta, invece, ad assicurargli il voto di fiducia sono stati soltanto 38 membri dell’assemblea su 64. E i 25 astenuti, seppure  in minoranza numerica, hanno un peso decisamente maggioritario in termini di contributo economico agli incassi dell’ente: ne fanno parte gli editori musicali riuniti nella coalizione Nuova Siae (Ala Bianca, Allione, Cam, Carisch, Curci, Edizioni Musicali Leonardi, Galletti Boston, Peer Southern, Sonzogno, Sugar Music più le major EMI Music Publishing, Sony Music Publishing, Universal BMG Ricordi e Warner Chappell), gli editori librari Hoepli, Garzanti e Zanichelli, il sindacato autori, compositori e interpreti L’Associazione (cui adericono artisti come Gino Paoli, Lucio Dalla, Ricky Gianco e Mario Lavezzi), il MAP (cui sono iscritti tra gli altri Franco Battiato, Giorgio Calabrese, Albano Carrisi, Piero Cassano, Stelvio Cipriani, Simone Cristicchi, Raoul Casadei e Fio Zanotti) e il Sindacato Nazionale Autori Compositori SNAC, più altre formazioni del settore teatrale e cinetelevisivo. Tutti insieme, i “dissidenti” hanno firmato un documento in cui sostengono che “la gestione degli ultimi quattro anni ha portato la Società degli autori ed editori in uno stato di difficoltà che avrebbe richiesto una condivisione più ampia (…) e la convergenza su un candidato largamente condiviso” (il 27 ottobre scorso lo schieramento aveva avanzato la candidatura di Giorgio Calabrese, poi ritirata). Sul piatto restano le patate bollenti scodellate nei mesi precedenti: pur riconoscendone la capillarità d’azione sul territorio, autori e industria editoriale addebitano alla SIAE e ai suoi attuali vertici una lentezza ingiustificata nella ripartizione dei proventi incassati e risultati insoddisfacenti nella raccolta di diritti sul fronte della musica digitale.

 

 

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