Sentenza: gli hotel devono pagare la SIAE per la musica trasmessa in camera

La diffusione di musica registrata tramite i televisori che si trovano nelle camere degli alberghi, se non si paga la SIAE, costituisce una violazione della legge sul diritto d’autore. Lo ha stabilito il Tribunale di Torino con una sentenza emessa nei confronti dell’Hotel Royal di Alessandria, che la stessa SIAE aveva citato in giudizio appellandosi non solo alla legge italiana ma anche al trattato OMPI (WCT) e alla direttiva CE in materia di diritto d’autore nonché a una sentenza emessa nel dicembre del 2006 dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea su un caso analogo che vedeva contrapposte la società spagnola degli autori SGAE e e la catena Rafael Hotels. La tesi della società degli autori, confermata dal giudice, è che la diffusione al pubblico di musica registrata in questo contesto ha finalità commerciali e di lucro. “E’ una sentenza di portata storica”, sostiene il presidente della società Giorgio Assumma, “e costituirà un precedente indicativo per la magistratura italiana. Per la prima volta e in modo dettagliato la sentenza si occupa del problema dell’uso della musica negli alberghi”.

    La diffusione di musica registrata tramite i televisori che si trovano nelle camere degli alberghi, se non si paga la SIAE, costituisce una violazione della legge sul diritto d’autore. Lo ha stabilito il Tribunale di Torino con una sentenza emessa nei confronti dell’Hotel Royal di Alessandria, che la stessa SIAE aveva citato in giudizio appellandosi non solo alla legge italiana ma anche al trattato OMPI (WCT) e alla direttiva CE in materia di diritto d’autore nonché a una sentenza emessa nel dicembre del 2006 dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea su un caso analogo che vedeva contrapposte la società spagnola degli autori SGAE e e la catena Rafael Hotels. La tesi della società degli autori, confermata dal giudice, è che la diffusione al pubblico di musica registrata in questo contesto ha finalità commerciali e di lucro. “E’ una sentenza di portata storica”, sostiene il presidente della società Giorgio Assumma, “e costituirà un precedente indicativo per la magistratura italiana. Per la prima volta e in modo dettagliato la sentenza si occupa del problema dell’uso della musica negli alberghi”.

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