Franco Mussida (CPM): 'SanremoLab? Un'esperienza entusiasmante'

Franco Mussida (CPM): 'SanremoLab? Un'esperienza entusiasmante'
Si è chiusa venerdì scorso, 25 settembre, la settimana dedicata ai corsi di formazione di SanremoLab - Accademia della Canzone di Sanremo, che la società Sanremo Promotion Spa organizza dal 2006. E Franco Mussida, il cui CPM Music Institute ha collaborato per il secondo anno consecutivo alla realizzazione del programma didattico fornendovi l’intero corpo docente, riassume l’esperienza parlando di “bilancio estremamente positivo. Anzi, sorprendente. I 418 ragazzi che sono venuti a Sanremo sono tornati a casa con una passione se possibile rafforzata nei confronti della musica e una comprensione molto più approfondita dei suoi meccanismi. Per una settimana ci siamo immersi, tutti insieme, nel mondo della canzone e della comunicazione musicale, analizzandone tutte le componenti: generi, stili e tecniche”. Il coinvolgimento dello stesso Mussida è stato, stavolta, decisamente maggiore dell’anno scorso. “Sì, stavolta mi sono trattenuto a Sanremo l’intera settimana coordinando personalmente gli interventi dei docenti. Ho voluto dare un taglio particolare alle lezioni, tarandole anche su aspetti molto pratici. Ai professionisti che ho chiamato al mio fianco ho chiesto non solo di fornire fredde nozioni tecniche ma anche di andare al cuore del problema: spiegando ai ragazzi come comunicare con proprietà, attraverso la musica, il proprio mondo interiore. La vocal coach Mary Setrakian, per esempio, ha dedicato un’intera giornata allo studio della voce intesa come strumento dell’espressività più profonda. Mentre Andrea Rodini ha effettuato con i candidati tanti piccoli check up individuali, in modo che ognuno potesse capire le cause di eventuali blocchi, debolezze o imbarazzi. Anche le altre lezioni hanno seguito questa impostazione: Niccolò Agliardi ha analizzato i suoi testi e quelli degli allievi, Fio Zanotti ha spiegato come evitare errori in fase di realizzazione di un provino. Il fine ultimo era quello di fornire ai giovani partecipanti degli strumenti di autovalutazione che gli consentissero, una volta tornati a casa, di guardare con occhi diversi al frutto del loro lavoro. E mi sembra che quell’obiettivo sia stato pienamente raggiunto. A fine corsi ho visto tanti ragazzi, maschi e femmine, piangere per la commozione. Io stesso ne ho abbracciati tantissimi, uno per uno. Ci siamo sentiti parte di una grande famiglia e loro sono stati straordinari, aprendo il loro cuore fin dall’inizio”. Nessun “effetto reality” o smania di protagonismo, assicura il musicista milanese: “Volutamente, abbiamo evitato di trattare nei corsi il rapporto tra musica e televisione, anche se l’argomento è spuntato fuori durante gli interventi di alcuni degli ospiti che di volta in volta hanno aperto scenari sul mercato, sui rapporti con la SIAE, sulla necessità di tutelarsi contro i tanti pescecani che, purtroppo, circolano nel nostro ambiente”. Un giudizio qualitativo? “Non posso giudicare l’originalità dei partecipanti perché non ho ascoltato i loro inediti. Posso però dire di avere sentito tre o quattro proposte davvero interessanti da parte di persone in grado di ritagliarsi un futuro artistico”. Ci saranno anche l’anno prossimo, Mussida e il CPM? “Non so ancora, c’è tempo per pensarci. Dobbiamo discuterne con l’organizzazione di SanremoLab e trovare un progetto che risulti condivisibile. Il prossimo anno anche l’Orchestra Sinfonica di Sanremo darà il suo contributo importante, e si tratterà di elaborare un modello altrettanto efficace. Sarà una bella sfida, perché a mio modo di vedere il successo di quest’anno non sarà facile da replicare. Se dovessi suggerire qualche cambiamento su due piedi, penserei all’opportunità di estendere il momento formativo e di renderlo più strutturato. Una settimana vola via in fretta… Per la città di Sanremo, SanremoLab e l’Orchestra sono una risorsa. Mi permetto a questo punto di considerare tale anche il CPM Music Institute, e mi metto sicuramente a disposizione, nei modi che troveremo insieme, per continuare una bella avventura che ha già prodotto ottimi risultati e potrà portarne ancora di migliori”.
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