Samuele Bersani: ''Manifesto abusivo'? E' attaccato di notte con lo sputo'

Samuele Bersani: ''Manifesto abusivo'? E' attaccato di notte con lo sputo'
“Un disco fuori dagli schemi, anche se non spetta a me dirlo, attaccato di notte con lo sputo”: è con queste parole che Samuele Bersani presenta il suo nuovo album dal titolo “Manifesto abusivo”.

“Sono passati tre anni dalla pubblicazione del mio ultimo disco, è normale che negli anni si cambi.

La cosa che mi preme è quella di non ripetermi ogni volta, di fare qualcosa che non possa essere rimandato ad una mia canzone scritta anche solo tre anni prima. Mi piacerebbe che la gente andasse nei negozi a prendere un disco senza sapere cosa si aspetta, senza essere sicura che ritroverà le stesse cose. E’ per questo che non mi sono ispirato a nessuno per queste nuove canzoni, ho seguito con ammirazione l’atteggiamento di alcuni artisti come Elvis Costello o come Franco Battiato, due che non hanno mai avuto difficoltà a cambiare e a fare percorsi diversi”. “In realtà”, ha aggiunto, “chi mi ha influenzato per la prima volta è stato mio padre: è stato un flautista classico, per cui le mie prime esperienze musicali sono state di quel tipo. Poi, sempre da ragazzino, ho cominciato a studiare pianoforte, mi ricordo che il martedì era il giorno in cui prendevo lezioni e ogni martedì, svoltato l’angolo per andare dal mio maestro, mi sentivo le palpitazioni: ed ecco i miei primi attacchi di panico, quando ancora non erano di moda”. .


Il disco contiene dodici brani tra cui il primo singolo “Un periodo pieno di sorprese” e quello che probabilmente sarà il secondo estratto, “Pesce d’aprile”: “E’una canzone nata in contemporanea con le parole. A volte succede, mentre in altri casi”, spiega Bersani, “come per la maggior parte dei brani del disco, le canzoni nascono prima dalla musica. La musica, l’armonia, la melodia, gli arrangiamenti, sono fondamentali. Certo le parole arrivano prima, ma senza la musica i testi sarebbero fini a se stessi, verrebbero mangiati da un buco nero. Ho lavorato per un anno intero alla musica di queste canzoni, poi sono arrivati i testi spinti da visioni o cose reali”. Un esempio può essere la canzone che chiude il disco, “16:9”: “Mi è stata ispirata da una ragazza che nemmeno sa di essere la protagonista di questa canzone. L’ho vista una sera che attaccava dei volantini e quando mi sono avvicinato al muro ho letto ‘riparo unghie a dieci euro’, ho pensato fosse un’eroina dei nostri giorni, così mi è capitato di rincontrarla per caso e mi sono immaginato la sua storia”.
“E’vero, a volte sono un visionario, ma mi immagino la musica così e le canzoni sono dei piccoli cortometraggi. Per “A Bologna” mi sono reso conto che era arrivato il momento di dedicare una canzone alla mia città d’adozione. Bologna è così, non ho mai capito cos’abbia di particolare, ma è una canzone che ti fa scrivere, è sorprendente”. L’unico brano dell’album non scritto da Samuele è “Ragno”: “L’autore è l’attore, o come lo definisco, ‘cantattore’ Angelo Conte. Mi ha mandato il brano via mail tempo fa e ho trovato qualcosa di molto intelligente nel testo. E’ un dialogo tra un ragno e la persona che abita nella casa che lo ospita. C’è una parte anche in cui canto in romanesco, che per un romagnolo che ha la Z come me è il massimo”.

Bersani sarà in tour a partire dall’inizio del 2010: “Il tour sarebbe dovuto partire a novembre, ma non mi sembrava il caso.

Mi piacerebbe fare cose diverse rispetto al passato, prendere più tempo. Poi c’è la televisione, dove non vado da tre anni a questa parte se non contiamo l’omaggio che ho fatto a De André nel programma di Fabio Fazio. Sarò a X Factor, questo sì, ma ci vado come ospite, ci vado perché mi piacerebbe che la gente possa avere il mio disco e non sentirmi qua e là tra un cocktail e l’altro. C’è gente che storce il naso, io in realtà non ho mai fatto prostituzione intellettuale, non sono mai andato in tv a parlare a caso. Sono sempre stato uno che non ha seguito i metodi di promozione tradizionale: pensate che un giorno ero per Bologna con Rudy Zerbi – presidente della Sony Music – e la gente ha fermato lui per chiedergli un autografo”.

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