Festival Identità e Musica, De Gregori e Ruggeri a novembre a Milano

Festival Identità e Musica, De Gregori e Ruggeri a novembre a Milano
Si chiama ID&M – Identità e Musica, è promosso dalla Regione Lombardia (con il patrocinio del Senato della Repubblica), è stato fortemente voluto dall’assessore alle Culture, Identità e Autonomie Massimo Zanello (di fede leghista), è destinato alla valorizzazione di gruppi e artisti “fortemente caratterizzati dalla loro identità territoriale”. Ma non è un festival “lumbard”, a porte chiuse: anzi, i vincitori delle selezioni che avranno luogo il 15 ottobre al Teatro dal Verme di Milano (una trentina, per ora, gli iscritti, senza limiti di età: il regolamento è sul sito www.identitaemusica.it) ) il 6 e 7 novembre avranno l’onore di “aprire” al Teatro Arcimboldi per gente come Francesco De Gregori , i Tazenda e Teresa De Sio, per Simone Cristicchi accompagnato dal coro dei minatori di S. Fiora (Toscana), per i Lou Dalfin portabandiera della tradizione occitana, per il cantautore friulano Luigi Maieron, per Andrea Mirò (che renderà omaggio alle sue radici piemontesi) e per Enrico Ruggeri (lui sì, milanese), in rappresentanza di tutte le musiche italiane connotate da un forte legame con le realtà territoriali da cui provengono, come Zanello ha voluto rispondendo a una direttiva dell’Unesco che la Regione Lombardia ha trasformato in legge. Davide Van De Sfroos , che della manifestazione è direttore artistico, spiega di essersi sentito “invitato a nozze” (e in separata sede liquida rapidamente l’annosa questione della sua vicinanza/distanza rispetto alle posizioni della Lega: “Ognuno pensi quello che vuole. Ma se pensa questo ha capito poco della mia musica e di quello che ci sta dietro”). “Se fossi J Ax”, scherza il cantautore laghée, “direi che se la Regione chiama Van De Sfroos risponde. Il primo nome a cui abbiamo pensato, Massimo Ranieri, non era purtroppo disponibile. Pazienza, quando mi hanno dato carta bianca mi sono sentito come Indiana Jones. Magari alla fine si aggiungerà anche una sorpresa dalla scena internazionale, chissà. Perché la sigla che abbiamo scelto lascia aperte tutte le porte, per il futuro: musicisti islandesi e siciliani, sciamani pellerossa e bluesmen afroamericani”.
Intanto c’è da varare questa prima edizione, che promette prezzi popolari (10 euro il biglietto d’ingresso, in tutte e tre le serate), scalette snelle (tre/quattro brani a testa, in linea di massima) e tempi morti ridotti al minimo. “De Gregori si esibirà unplugged, voce, chitarra, armonica e magari un pianoforte”, spiega Van De Sfroos, “anche Ruggeri si proporrà in versione acustica, così come i Tazenda con il nuovo cantante Beppe Dettori che, l’ho sperimentato di persona, possiede una voce straordinaria”. E lui, il direttore artistico? “Farò da collante, forse l’anchorman sul palco, ma non sento il prurito di esibirmi. I compiti organizzativi mi gratificano e mi assorbono già abbastanza energie. Ma se qualcuno mi invita sul palco non mi tiro indietro, staremo a vedere”. Sogni nel cassetto? “Mi piacerebbe invitare Franco Battiato o Carmen Consoli , la prossima volta”. Zanello, che auspica un possibile gemellaggio con iniziative analoghe in altre regioni (“Un festival federalista”, sorride), è ancora più ambizioso: “Ho molto apprezzato un articolo che Mina ha scritto su La Stampa a proposito del nostro festival ‘VolgarEloquio'. Ecco, se volesse regalarci anche un piccolo contributo...”.
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