Concerti e prevendite, i casi Blue Note (Milano) e Circolo degli Artisti (Roma)

Pur esprimendo posizioni talvolta molto diverse, su una cosa, fondamentalmente, concordavano Andrea Pieroni di Live in Italy e Claudio Trotta di Barley Arts: il diritto di prevendita è impossibile da sopprimere. Le agenzie, infatti, per fornire il servizio di pre-sale, hanno costi fissi che giustificano ampiamente quel 15% di commissione che gli utenti si ritrovano a pagare in aggiunta al netto del tagliando. "Anche in caso di commissioni da oltre 10 euro su biglietti molto costosi", spiega Pietro Fuccio di DNA Concerti (la cui intervista verrà pubblicata prossimamente su queste pagine), perché "le agenzie di prevendita sono imprese come tutte le altre, che in particolari condizioni hanno il diritto di arrotondare l'utile in modo assolutamente legale".
E' tuttavia giusto segnalare, in Italia, un caso molto particolare di prevendita che - a detta dell'organizzatore che la gestisce - non solo non pesa sul cliente che acquista il biglietto ma, al contrario, innesca un circolo virtuoso che permette al frequentatore di spettacoli live di avere ulteriori agevolazioni in fase di acquisto: il Blue Note di Milano, locale live facente parte della catena di jazz club presente - oltre che nella "natìa" New York - anche a Tokyo, Nagoya e Seul, dalla sua comparsa nel capoluogo lombardo fa pagare ai propri frequentatori i biglietti meno in prevendita che "alla porta".
"'Lo chiamiamo 'advance', l'acquisto anticipato, e da noi sì, effettivamente costa meno che l'acquisto al botteghino", ci spiega Daniele Genovese, responsabile organizzativo del locale: "Per la routine gestionale che ci caratterizza, è vantaggioso anche per noi. Innanzitutto perché, essendo un locale dotato anche di servizio ristorante, ci è utile per stimare in anticipo l'afflusso della serata e rifornirci di conseguenza: normale, quindi, che si cerchi di incoraggiare in tutti i modi la prevendita". Ma come la mettiamo con i costi che comporta il disporre di un proprio ufficio di prevendita? Il pubblico più maligno, in casi come questi, sospetta che l'operazione sia più promozionale che altro, e che il ritocco - invece che al ribasso in prevendita - venga fatto al rialzo al botteghino. "Non nel nostro caso, ed il motivo è molto semplice. Il 95% dei concerti che ospitiamo non li organizziamo appoggiandoci ad un promoter, ma contattando direttamente il management dell'artista. In sostanza, siamo il promoter di noi stessi. Ma avendo in calendario qualcosa come ventiquattro concerti al mese, non trattiamo ogni singola serata come un 'evento singolo', per il quale mettere in bilancio i costi di prevendita. Gli stipendi dei dipendenti e i costi vivi di gestione dell'ufficio di prevendita interno al Blue Note vengono ampiamenti ammortizzati da un calendario così fitto. Bisogna considerare, inoltre, che noi siamo soliti tenere anche un secondo spettacolo (con costi praticamente nulli, essendo tecnici, band e attrezzature già in loco), che ci permette anche di studiare tariffe ridotte speciali per gli under 26".
Da Milano alla Capitale, un altro caso sicuramente interessante è quello del Circolo degli Artisti di Roma, che - pur essendo caratterizzato da un assetto organizzativo sicuramente più convenzionale rispetto al suo omologo milanese - con la collaborazione di un circuito di prevendita di fiducia sta cercando di attuare un'iniziativa simile a quella illustrata da Andrea Pieroni: in questo caso, ad "abbonare" al cliente l'onore della prevendita non è il promoter, come nel caso della Live in Italy, ma il locale stesso.
"Abbiamo un ufficio di prevendite interno, che però fa parte del circuito GreenTicket", racconta Lorenzo De Angelis, reponsabile organizzativo del Circolo: "Ci sarebbe impossibile 'annullare' il diritto di prevendita, perché comunque ci appoggiamo ad un'agenzia esterna. Tuttavia è sempre stata una nostra priorità favorire l'acquisto anticipato. Proprio per questo abbiamo studiato una strategia di 'compensazione' che ci permetta di accollarci l'onere della prevendita diminuendo, in fase di pre-acquisto, il prezzo del tagliando al pubblico. Faccio un esempio: se un biglietto costa 10 euro al netto del diritto di prevendita, che supponiamo ammonti a 2 euro, noi - al posto di farlo pagare 10 - lo facciamo pagare 8, in modo da accollarci l'onere della prevendita". Tutto liscio in teoria, ma cosa rispondere a chi pensa che in realtà il tagliando costi 8 euro, e che i 10 euro al botteghino non siano solo una trovata promozionale ad effetto? "Semplice, non ce lo possiamo permettere. Noi, come locale, concordiamo il prezzo coi promoter che organizzano la data, quindi non possiamo 'barare' assegnando ai biglietti il prezzo che ci pare. Astuzie di questo tipo, poi, sono assolutamente incoerenti con la politica nella quale crediamo".
Dall'archivio di Rockol - Artisti che odiano i loro successi: 11 casi da manuale
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.