NEWS   |   Industria / 07/09/2009

Musica digitale, Next Music (Telecom) fa arrabbiare i discografici

Musica digitale, Next Music (Telecom) fa arrabbiare i discografici
Il lancio estivo da parte di Telecom della versione “beta” di Next Music, un servizio di streaming musicale (per ora in versione beta) fornito da Grooveshark, ha messo in allerta le major discografiche, alcune delle quali hanno con la società americana pendenze legali riguardanti la diffusione di musica senza le necessarie licenze.
Alessandro Massara conferma che "Universal Music non ha autorizzato né a livello internazionale né tanto meno locale l’uso del proprio repertorio nel servizio in oggetto". Marco Alboni (EMI) dice che "i nostri artisti ne sono danneggiati e i consumatori fuorviati". Le altre major ufficialmente non commentano: ma sembra evidente che nessuna di loro ha sottoscritto accordi di licenza con Telecom, con Grooveshark o con un loro intermediario relativamente alla piattaforma.
Nel frattempo Enzo Mazza, presidente della FIMI, ci ha fatto sapere di “avere spedito già a luglio una lettera a Telecom, informandola delle problematiche che con Grooveshark sussistono a livello internazionale e invitandola a contattare tempestivamente le case discografiche per verificare la sussistenza delle condizioni di licenza. Anche nel caso in cui una licenza sia stata ottenuta dalla SIAE, com’è noto, quest’ultima non è sufficiente per attivare regolarmente il servizio” (in quanto la stessa SIAE rappresenta gli interessi di autori ed editori ma non di case discografiche e artisti interpreti).
Il servizio Next Music di Telecom, incluso nell’ambito del nuovo portale Next Open Innovation, offre, a quanto informa il suo sito Internet, “decine di milioni di brani” ascoltabili via Internet o rete mobile su pc, BlackBerry e cellulari (per ora solo quelli con sistema operativo Android, iPhone esclusi); gli utenti registrati possono creare proprie sequenze di ascolto e playlist e metterle in condivisione attraverso i principali network di socializzazione come Twitter e Facebook. Scontato, a questo punto, che le major non stiano a guardare, e che si muovano a livello internazionale per tutelare i loro diritti o risolvere altrimenti la questione.
Simile nelle funzionalità a Pandora e a Last.fm, Grooveshark fa capo a Escape Media Group, una società fondata nel 2006 a Gainesville, Florida, da tre studenti universitari.