NEWS   |   Industria / 13/07/2009

Mercato schizofrenico: cala la domanda, esplode l'offerta

Mercato schizofrenico: cala la domanda, esplode l'offerta
Illogico, schizofrenico paradosso o accorta applicazione delle strategie che predicano la “coda lunga” e la coltivazione dei mercati di nicchia? A dispetto di una domanda che continua a restringersi, il numero di album pubblicati annualmente cresce in misura esponenziale. Secondo i calcoli di Nielsen SoundScan, nel 2008 ne sono stati pubblicati 105 mila nei soli Stati Uniti, tre volte la quantità di dischi in circolazione all’inizio del decennio. Di questi, tuttavia, appena 6 mila hanno venduto più di 1.000 copie. Stessa musica da questa parte dell’Atlantico: recenti stime valutano in oltre 30 mila gli album pubblicati ogni anno nel Regno Unito, il 30 per cento in più di quanto accadeva agli albori del 2000.
I motivi di una tale esplosione dell’offerta sono sotto gli occhi di tutti: abbassamento drammatico dei costi di produzione in virtù della disponibilità di tecnologie e apparecchiature domestiche di registrazione sempre più economiche e sofisticate, possibilità grazie ai canali digitali e a social network come MySpace di arrivare istantaneamente sul mercato creando un contatto diretto con il pubblico (il sito ospitava circa 600 mila gruppi nel 2005, 3 milioni nel 2006, più di 10 milioni allo stato attuale). Almeno potenzialmente, perché naturalmente tanta abbondanza deve fare i conti con il tempo, il denaro e il raggio d’attenzione limitato del pubblico a cui si rivolge. La conseguenza? “Un ambiente sottoposto a una crescente pressione, vendite declinanti e offerta in continua espansione”, spiega l’esperto in consulenze musicali Keith Jopling. Ma fino a che punto è praticabile la strada dell’indipendenza assoluta? “Hai bisogno almeno di un manager o di un consulente, e di un avvocato…un team di persone che lavorano per te” ha spiegato Dave Woolf, managing director della DWL, durante l’ultima conferenza della A2IM, l’associazione che riunisce le etichette indipendenti americane. Mentre Meiko, cantautrice californiana nata come artista rigorosamente “fai da te”, ha spiegato perché alla fine ha deciso di firmare un contratto discografico con MySpace Records: “Facevo abbastanza soldi da manternermi. Ma non abbastanza da promuovere il disco con i concerti: andare in tour è costoso”.