U2 a Milano: la recensione del concerto del 7 luglio

U2 a Milano: la recensione del concerto del 7 luglio
La grande chela, The Claw, rischiava di rubare la scena e di banalizzare lo show degli U2 che, in quanto a tour da stadio, giocano ormai in una lega a due di cui fanno parte insieme a loro solo i Rolling Stones, se si eccettuano episodiche 'wild card' concesse ad altri di anno in anno. "Che ne dite di questa porcheria tecnologica? A noi ricorda una via di mezzo tra una stazione spaziale e un fiore di cactus". Bono dixit. E fuori uno.
Poi, e questo è un classico, un altro potenziale pericolo incombeva: gli U2, infatti, sono giusto all'inizio di un pellegrinaggio mondiale lungo un anno, quindi sono in pieno riscaldamento, perciò... Beh, un vantaggio in realtà c'è stato, la voce di Bono. Bella, suadente ma fragile, con un timbro inconfondibile, uno stile sexy e una potenza non inesauribile (in tempi non sospetti, al culmine di una laringite che lo stava stremando, il cantante sbottò: "Ragazzi, diciamolo: mica sono Freddy Mercury, io!"). Ebbene, Bono a inizio tour è quanto di meglio, è un plus.
Infine, il G8: vuoi che non ci arringhi tutti per una mezz'ora? Ma no, dai. Ha dato un bel colpetto a Berlusconi, d'accordo, ma è stato conciso e, per il resto, ha utilizzato molto lo schermo ricorrendo ad altri testimonial per le grandi questioni.
Sminato il campo dall'ingombrante contorno, il piatto forte è stato gustoso. Apprezzabilissimo, innanzitutto, che nell'arco delle due ore di concerto la scaletta abbia privilegiato i nuovi brani, aprendo con "Breathe" e chiudendo con "Moment of surrender" e scegliendo complessivamente sette pezzi da "No line on the horizon". A conferma della confidenza della band nella qualità dell'ultimo album e dell'impressione originale che sia nato 'live', come una lunga jam marocchina; ma, soprattutto, a testimonianza della forza della versatilità del rock degli U2, che oggi amalgama senza soluzione di continuità un pizzico dei 'classici se stessi' ("With or without you", "I still haven't found what I'm looking for") con la nuova ode "Magnificent", il gospel di "Angel of Harlem" (questa sera dedicata a Michael Jackson e proposta in medley con cenni di "Man in the mirror" e di "Don't stop 'til you get enough") con l'ipnosi di "Unknown caller", il rock frenetico di "Vertigo" con la techno-dance della versione remix di "I'll go crazy if I don't go crazy tonight" (una session paurosa, tribale e sintetica, con un Adam Clayton gigantesco).
Bono ha brindato e danzato con la bella figlia Eve, festeggiandone il compleanno con quella "Party girl" scritta quando la bambina aveva solo tre anni. Ma ha soprattutto celebrato Aung San Soo Ki, dedicandole non solo "MLK" ma anche una processione sul palco tondo con alcune decine di spettatori a marciare in circolo con il suo volto davanti a mo' di maschera. E, per la cronaca, ha sfilato gli occhiali Bulgari per qualche secondo durante "No line on the horizon" e "Sunday bloody Sunday", facendo più scalpore così che con il giubbotto farcito di led rossi sfoggiato durante "Ultraviolet".
Quando Bono finirà con l'arrochirsi, fortunatamente fuori all'Italia, The Edge (già in buona forma) prenderà qualche spazio in più, mentre Larry Mullen Jr. e Adam Clayton formano già una sezione ritmica al top e potrebbero lavorare su qualche altro momento 'rave' (v. "I'll go crazy"). Ma ciò che cambierà veramente sarà il rapporto dei quattro con questa imponente produzione, dal tonnellaggio e dai costi imbarazzanti, spettacolare ma difficile da calcare con disinvoltura, che già però lascia intuire il suo autentico ruolo: farsi carico dell'implacabile sete di modernità e ammodernamento di una band di cinquantenni, per lasciarli concentrare sulla verità: suonare del grande rock.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
JIMI HENDRIX
Scopri qui tutti i vinili!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.