Brian Jones, 40 anni fa moriva l'anima fragile dei Rolling Stones (2)

Brian Jones, 40 anni fa moriva l'anima fragile dei Rolling Stones (2)

Brian Jones fu il primo, nel circuito dei club r&b londinesi, a darci dentro con la slide. Il primo, sulla scena pop, a mostrare curiosità e passione per i suoni etnici e la musica marocchina (i Masters Musicians of Joujouka, di cui curò un disco uscito dopo la morte). Il più dandy e il più stiloso del lotto, con il taglio a caschetto adottato prima dei Byrds, i gessati di Savile Row e le camicie psichedeliche di Carnaby Street. Il più introdotto negli ambienti culturali e musicali, amico di Andy Warhol e di Bob Dylan, dello scrittore Arthur C. Clarke e di Jimi Hendrix, che nel giugno del ’67 presentò sul palco del festival di Monterey (non però di Bill Wyman e Ian Stewart, che lo detestavano per la sua doppiezza e inaffidabilità, mentre con Richards, anche prima delle rivalità sentimentali, fu da subito un rapporto ambivalente di odio e amore). Il primo sex symbol della band, molto meno erotico e molto più androgino di Mick: gli occhi e le urla delle ragazzine inizialmente erano tutti per lui. Amante di Anita Pallenberg (che poi si rifugiò tra le braccia di Richards) e di tante altre donne, con figli disordinatamente sparsi lungo il percorso. Ma subito terribilmente a disagio, a dispetto delle apparenze, nel ruolo di popstar. Un aspirante frontman e cantante con poca voce e un’asma che si trascinava dall’adolescenza. Un guitar hero mancato che sul palco finiva irrimediabilmente in seconda linea. Bastarono cinque anni di vita con l’acceleratore schiacciato, per farlo schiantare a muro con la velocità di una fuoriserie. Primo anche in questo, in anticipo su Jimi, Janis e Morrison, gli altri membri del famigerato “club 27” (l’età maledetta dei rocker).

(segue: terza parte)
(leggi: prima parte)

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.