‘La fenice’ di Andrea Mirò: ‘E’ il disco che mi soddisfa di più’

‘La fenice’ di Andrea Mirò: ‘E’ il disco che mi soddisfa di più’
“La fenice” è il titolo del nuovo album di Andrea Mirò, che arriva nei negozi a distanza di due anni dal precedente “A fior di pelle”. Sulla copertina del disco, una bellissima foto ritrae una Mirò sfuocata, in movimento, senza veli, come a rappresentare a pieno i contenuti delle sue nuove canzoni: “Non è il mio mestiere quello di posare per delle foto”, racconta la Mirò a Rockol, “sono stata fortunata realizzandole con una persona con la quale mi sento sono molto a mio agio, il fotografo e amico Alessandro Gerini. Abbiamo molti gusti in comune e ci stimiamo molto, lui è uno che ha realizzato copertine per tutti, da Ramazzotti a Tiziano Ferro, ma mi ha detto subito che avrei dovuto farne particolare, una foto in cui non avevo indosso niente. Anche a me sarebbe piaciuto, ma non osavo proporlo per prima, così abbiamo deciso di provarci: tenevo solo lo strumento che mi copriva, un basso, ma per il resto ero completamente nuda. Quando abbiamo visto la foto in copertina non ci volevamo credere, abbiamo capito da subito che era quella perfetta: sono io al cento per cento, è una foto irripetibile, specie per il significato rispetto al contenuto”.
All’interno dell’album sono presenti diversi brani intensi che, strizzando l’occhio al rock d’oltremanica anni Settanta, sono caratterizzati da una scrittura densa e attenta: “Ho iniziato questo disco a fine 2007 e poi l’ho ripreso in mano nel 2008. Ci sono brani scritti tempo fa come ‘Irraggiungibile’, ‘La vita degli altri’ e ‘L’avversario’ e altri invece più recenti, come per esempio ‘Dimentica’, che è il brano in cui canta anche Enrico Ruggeri. Con questa canzone è stato quasi un dramma, l’ho riscritta tre volte, cambiando ogni volta direzione e senso del pezzo. Trovavo difficoltà nel sviluppare il concetto su cui mi ero fissata, e in quei casi l’unica soluzione e cancellare tutto e ripartire da zero. Sono molto soddisfatta del lavoro fatto, penso sia il disco che più mi rende fiera. Quando faccio sentire i brani ad Enrico è come un esame per me, è molto critico, ma sono felice che sia così, mi fa sempre osservazioni che mi aiutano, ed è il motivo per cui gliele faccio sentire. ‘Un piccolo graffio’ per esempio è brano potentissimo, è una ballata, la citano tutti subito, compreso Francesco De Gregori che mi ha mandato un messaggio dicendomi che la sua preferita è proprio quella. So di non sono molto istantanea nelle mie canzoni”, aggiunge l’artista, “Se mi metto al pianoforte scrivo brani come ‘L’avversario’, se mi metto alla chitarra mi rendo conto invece che mi scrivo altre cose, o almeno, per me è così, c’è una diversa intenzione in base allo strumento. E’ un album che ha in assoluto un suono omogeneo, ed è molto importante per catturare l’ascoltatore, visto la mia complessità nella scrittura, ma sono così e non saprei fare altro”.
Il disco è stato registrato interamente dalla Mirò, che oltre ad essere una cantante è anche polistrumentista: “Si, i brani sono tutti registrati e suonati da me, a parte in casi eccezionali in cui alcuni amici che vengono in studio si mettono agli strumenti, gli do le parti e loro spesso e volentieri improvvisano o propongono cose diverse. Suonare tutto da sola è un grande soddisfazione”, continua, “magari ci metto un’ora in più, ma si toglie un passaggio, non c’è filtro tra me e quello che ho in testa senza dover farlo interpretare ad un altro musicista”.
In “La fenice” sono presenti una cover di Edith Piaf, “Hymne a l’amour”, e una cover Nik Kershaw, “The riddle”: “Mi piace rifare certi brani, rifarei tutto ciò che hanno inciso i Beatles, ma c’è altro che si può riscoprire. Mi piace mettere le cover perché ormai abbiamo cent’anni di musica alle spalle che è imprescindibile da quello che scriviamo adesso. Gli anni Ottanta sono bistrattati, ma di un momento storico come quello ci sono cose da tenere, specie a livello musicale”.
Andrea Mirò sarà ospite il 19 giugno al Premio De André a Roma, il 20 giugno a Rivoli a Torino insieme ai Perturbazione per il progetto “Le città viste dal basso” (“E’ un progetto bellissimo, vorrei che la gente fosse più curiosa rispetto a queste proposte”), mentre il 21 giugno sarà a Milano allo Stadio San Siro per il concerto evento Amiche per l’Abruzzo: “Non so ancora cosa succederà sul palco di San Siro, ma sono molto contenta di parteciparvi!”.
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