Blocco Internet ai file sharer? Per l'IFPI 'è ancora una soluzione praticabile'

Blocco Internet ai file sharer? Per l'IFPI 'è ancora una soluzione praticabile'

La doccia fredda della sentenza della Corte Costituzionale francese, che vanifica la strategia della risposta “graduale” nei confronti dei pirati informatici (vedi News), non fa recedere la federazione internazionale del discografici dalle sue posizioni. In un’intervista rilasciata a Billboard.biz, il presidente/amministratore delegato dell’IFPI John Kennedy confida nella possibilità di aggirare il problema spiegando che il governo Sarkozy sta pensando a un emendamento della legge che venga incontro alle richieste della Corte Costituzionale, affidando a un giudice speciale, anziché a un organo amministrativo, la facoltà di disporre la disconnessione da Internet ai trasgressori di legge già raggiunti da due avvertimenti. “Ci vorrà un po’ di tempo”, ha detto Kennedy al sito americano, “ma il governo francese è ancora determinato a far sì che questo accada”. Nel mentre si pensa ad “aggiustare” la normativa in base al dettato della Corte Costituzionale, l’authority amministrativa Hadopi creata dalla nuova legge su Creazione e Internet potrà comunque iniziare a inviare lettere di avvertimento a chi scarica ripetutamente da Internet film e canzoni protette dal diritto d’autore: l’inizio dell’attività di “polizia” e monitoraggio della rete è atteso per l’autunno.
A proposito delle motivazioni della sentenza della Corte, che ha respinto le nuove misure repressive sostenendo che violano i diritti umani fondamentali alla libertà di espressione, Kennedy risponde che “non capisco perché non si debba controbilanciare il diritto fondamentale all’accesso a Internet con i diritti essenziali della proprietà intellettuale”. “Abbiamo bisogno di incentivi per far migrare il pubblico dal file sharing gratuito”, aggiunge, “usando la carota (servizi legali e attraenti) e il bastone (le conseguenze per chi sceglie la strada gratuita e illegale). Ci sono ottime alternative come Spotify e We7 (servizi gratuiti, legali e finanziati dalla pubblicità) e altre ne arriveranno”.
Oggi, 16 giugno, anche il governo britannico renderà nota la sua strategia contro il file sharing illegale presentando il “Digital Britain Report” redatto dal ministro delle Comunicazioni Stephen Carter (a quanto si dice dimissionario).

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