Il ‘Cuore’ di Gianna Nannini

Dopo il singolo “Centomila”, è arrivato il momento del nuovo album di Gianna Nannini, “Cuore”. Un disco in cui, dice la rockstar di Siena, «ci sono delle cose molto sofferte, vissute davvero - non che in precedenza non le vivessi, ma qui ci sono meno elaborazioni e più blues, specie nella voce». Dopo la biodiversità tema del primo singolo, ad aprire l'album troviamo "Un giorno disumano", storia di amore estremo scritta con Pau dei Negrita, che probabilmente susciterà qualche interrogativo... Gianna, in gran forma dopo la pausa e i bomboloni della raccolta, ce ne ha parlato in prima persona.
«Non è esattamente easy listening, è molto bella ma molto forte. So che molti mi chiederanno spiegazioni, ma io non sono brava a darle e le canzoni dovrebbero spiegarsi da sole. Penso che sia un melodramma moderno, un Puccini del giorno d'oggi».
Quest'estate i tuoi colleghi maschi hanno un po' battibeccato su chi avesse più successo negli stadi: Baglioni, Vasco, Ramazzotti, Venditti... Tu che sei l'unica donna del rock italiano cosa ne pensi?
«Io non mi sono mai trovata in polemica con i colleghi. So che Vasco ne ha sempre per tutti... Comunque bisogna convivere, c'è spazio per tutti: la biodiversità vale anche nella musica. Comunque, riguardo all'essere l'unica donna del rock italiano, fortunatamente stanno arrivando nuove leve, come ad esempio Carmen Consoli. E a dirla tutta "Cuore" non è un disco rock. Blues, casomai, o soul nelle parti vocali; musicalmente ci sono più arpeggi che riff. L'approccio non è rock: il rock mi sembra abbastanza superato».
A marzo Gianna darà il via al proprio tour; nel frattempo sta anche meditando su una nuova iniziativa che avrà a che fare con l'immagine, ma non sarà un film. Altro non ci ha voluto anticipare...

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