Dave Stewart a Milano: 'Il music business sta uscendo dall'età della pietra'

Dave Stewart a Milano: 'Il music business sta uscendo dall'età della pietra'
Non è una divetta di plastica, un semplice avatar o un’artista virtuale, la Cindy Gomez scoperta da Dave Stewart e da lui prescelta come protagonista del videogioco per cellulari “Dance Fabulous” che Nokia metterà in commercio tra pochi giorni (vedi News). Per dimostrarlo, ieri al Nokia Building di Milano, l’ex Eurythmics si è esibito con la canadese di sangue belga-colombiano in un breve assaggio live di due dance songs riarrangiate per voce, chitarra acustica e base preregistrata. “So quanto è difficile per una nuova artista raggiungere un pubblico di massa, e per questo sono felicissima dell’opportunità che mi è stata data” ha detto la giovane e fascinosa Cindy, che sfodera una voce potentissima e ha pure accennato un brano tradizionale in lingua hindi (uno dei sei idiomi che parla correntemente). Stewart, che oggi ama definirsi come un “agente di cambiamento”, spiega la genesi di un progetto così inusuale: “Ho incontrato Cindy un giorno alle prove del Larry King Show, negli Stati Uniti. Sono subito rimasto affascinato dalla sua voce e dal suo talento di autrice, e ho pensato che mi sarebbe piaciuto produrla. Subito dopo ho dovuto pormi il problema: come farla emergere tra i milioni di nuovi artisti che si affacciano su Internet? Grazie a Nokia, di cui sono diventato consulente artistico, ho pensato al videogioco come a un trampolino di lancio da affiancare agli strumenti più tradizionali, la promozione radiofonica e il disco distribuito nei negozi (da Universal, ndr). Insieme abbiamo appena completato la registrazione di un album”. Stewart è però convinto che non si debba più ragionare in termini tradizionali, e di formati “classici”. “L’industria discografica”, sostiene, “è rimasta all’età della pietra. Da decenni le transazioni commerciali sono istantanee in tutto il mondo: posso comprarmi una camicia in un negozio di Milano e, con una semplice strisciata della carta di credito, fargli accreditare l’importo dell’acquisto in tempo reale dalla mia banca di Los Angeles. Pensate a quello che succede nella musica, invece: una tua canzone passa in radio, la casa discografica e l’editore incassano dei soldi e tu riscuoti la tua quota due anni dopo. E’ un’assurdità, un sistema contabile nebuloso e un modo iniquo di trattare l’artista”. “Fino a poco tempo fa, nel music business non c’era trasparenza”, sostiene il musicista inglese. “Ma ora le cose sono cambiate: un portale digitale come l’Ovi Store di Nokia (attivo da oggi in Italia, ndr) è come una nuvola sopra la testa da cui, allungando la mano, puoi prendere quello che vuoi. Con le nuove tecnologie ogni artista può crearsi un proprio ‘mondo’ multimediale grazie al quale la comunicazione con i fan diventa ogni giorno più ricca, flessibile, intensa e interattiva. Pensa a un fanatico di Bob Dylan…non pagherebbe a occhi chiusi 3 dollari e 99 per ascoltarsi la registrazione di un dialogo sconclusionato tra il suo eroe e Allen Ginsberg negli anni Sessanta, se ne avesse l’occasione? O a un cinefilo: non si scaricherebbe un ‘corto’ di Quentin Tarantino appena sfornato dal regista? Lo stesso vale per Cindy: vuoi procurarti una sua performance acustica esclusiva, un mp3 gratuito, acquistare immediatamente il biglietto per un suo concerto nella tua città? Basterà dire sì e fare un clic sul telefono o sul computer (che poi oggi sono la stessa cosa) per avere accesso a materiali finora inimmaginabili. Siamo reduci dal festival del cinema di Cannes, dove abbiamo concluso un accordo per la produzione di un film che vede Cindy protagonista e la cui sceneggiatura lega a doppio filo la storia al videogioco. Ricorda un po’ ‘Little Miss Sunshine’, per darvi un’idea: è un altro modo per creare quel ‘mondo’ artistico cui accennavo prima. La cosa più difficile è farsi aiutare dalle grandi compagnie dotate di risorse a comporre i pezzi del puzzle: Nokia, in questo, è all’avanguardia. E da qui a sedici, diciotto mesi mi aspetto delle evoluzioni fantastiche nell’interazione tra artista e pubblico: che in questo modo ha a disposizione strumenti nuovi per comprenderne appieno la creatività e il modo di operare. Gli artisti, oggi, devono garantirsi ogni mezzo di espressione disponibile: in fin dei conti siamo noi gli ultimi baluardi della democrazia nel mondo occidentale”.
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