Mario Biondi canta Carlo Alberto Rossi: 'La sua è musica in smoking'

Mario Biondi canta Carlo Alberto Rossi: 'La sua è musica in smoking'
Non hanno ancora avuto occasione di conoscersi personalmente, Mario Biondi e Carlo Alberto Rossi, ottantasettenne monumento della canzone italiana (e internazionale) che ha firmato evergreen come “E se domani” e “Nun è peccato” ma anche pezzi divertenti e sbarazzini come “Le mille bolle blu” e “Conosci mia cugina”. Eppure è stato il Maestro in persona a indicare nel crooner catanese l’uomo giusto per vestire a nuovo il suo straordinario repertorio sul palcoscenico: accadrà il 25 e 26 maggio prossimo al Teatro degli Arcimboldi di Milano (biglietti in vendita a 75, 55 e 35 euro), nel corso di due serate evento destinate a raccogliere fondi a favore dell’Onlus Associazione Malattie del Sangue –AMS dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano e in particolare a finanziare la ricerca contro la leucemia linfatica cronica, con l’alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali e del Comune di Milano. “Potermi mettere al servizio di un’iniziativa così importante mi fa in qualche modo sentire una persona migliore. Sono felice che la mia musica possa dare un appoggio concreto a chi soffre”, ha spiegato Biondi presentando il progetto oggi a Palazzo Marino. Nel mentre, ha fornito anche qualche anticipazione sui contenuti dello show (che, informa il suo manager Antonio Germinario, verrà registrato e filmato in previsione di una possibile, futura pubblicazione). “Con Peppe Vessicchio, mio preziosissimo collaboratore, ci siamo impegnati a riorchestrare le opere del Maestro avendo cura di rispettare le melodie, gli arrangiamenti e le armonizzazioni originali. Negli anni Sessanta Carlo Alberto Rossi aveva già messo in smoking la nostra musica leggera: noi ci preoccuperemo tutt’al più di dare una spolverata a quel vestito elegante. Aggiungeremo una ritmica un pizzico più robusta, per esempio, perché il gusto contemporaneo concede più spazio a basso e batteria. Ma per il resto lasceremo intatta la musica, stravolgerla sarebbe un delitto”. Sul palco Biondi verrà raggiunto da diversi ospiti: “Avremo con noi Fausto Cigliano, una gloria nazionale che per Rossi aveva già cantato negli anni Sessanta. Ci saranno Stefano Di Battista e Nicky Nicolai, che ho molto apprezzato all’ultimo Festival di Sanremo. Ci sarà Karima, con cui ho cantato all’Ariston a fianco di Burt Bacharach. E ci sarà l’High Five Quintet, Fabrizio Bosso, Daniele Scannapieco, Luca Mannutza e Lorenzo Tucci con Rosario Bonaccorso in vece di Pietro Ciancaglini che s’è lievemente infortunato”. Non deve essere stato facile, selezionare il repertorio tra tanto ben di Dio… “In effetti è stata una scelta ardua. Il Maestro stesso ci aveva dato qualche imbeccata, ma abbiamo anche fatto ricerca per conto nostro: proporremo delle rarità, brani che sono diventati successi internazionali ma che in Italia non sono mai stati editi. E per ‘Na voce, ‘na chitarra (e ‘o poco ‘e luna)’ abbiamo scovato un delizioso arrangiamento anni Sessanta di Cliff Richard che neppure l’autore conosceva!”. Biondi si allontana dall’immagine di innamorato pazzo della black music? “E’ un’etichetta che mi sta stretta. Ho sempre ascoltato di tutto, da quando ero un bambino: mia nonna mi faceva sentire le canzoni di Natalino Otto, lui pure un interprete di Carlo Alberto Rossi. E da sempre sono un ammiratore sfegatato del Maestro, tante volte ho cantato le sue canzoni senza neppure sapere che erano sue. Anche il disco nuovo su cui sto lavorando sta prendendo una piega inattesa. Non voglio restare confinato nella nicchia del cantante jazz, soul o funky. Ma non me la sento ancora di abbandonare la lingua inglese”.
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