Concerti, Amiche per l'Abruzzo il 21 giugno a Milano (San Siro)

Concerti, Amiche per l'Abruzzo il 21 giugno a Milano (San Siro)
Sarà che in prima fila, in veste di primo relatore, siede compìta il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini: ma l’impressione è quella di assistere alla seduta di un piccolo Parlamento, con quote rosa al 100 per cento. Invece è la conferenza stampa di presentazione di Amiche per l’Abruzzo, il concerto di solidarietà e beneficenza voluto da Laura Pausini che finalmente ha una data certa: il 21 giugno a San Siro. Alle spalle di Laura e di Elisa, Gianna Nannini e Fiorella Mannoia, le altre madrine della manifestazione, siedono in tante, a coprire l’alfabeto intero e più generazioni: da Alessandra Amoroso a Iva Zanicchi. “E’ un mio vecchio sogno, quello di riunire tutte le colleghe in un grande concerto, e sono emozionata di averle qui al mio fianco” spiega la Pausini, ancora al lavoro col suo staff per dare rappresentanza all’intero arco costituzionale della musica: da Nilla Pizzi e Raffaella Carrà (che hanno già aderito) alle “alternative” Cristina Donà, Meg e Ginevra di Marco (che ancora non sono della partita). Qualcuno sussurra il nome di Mina, la grande assente per antonomasia. Per convincerla a uscire dal bunker ci vorrebbe, paradossalmente, un disastro nucleare, e così si medita sulle possibilità di coinvolgerla in qualche modo. “Mah, potremmo telefonarle dal palco”, ragionano Pausini e Nannini. “Se lo ho fatto Bono con il papa, possiamo farlo anche noi”. “L’idea di un concerto di sole donne non vuole essere un invito alla divisione, ovviamente”, precisa la volitiva pop star romagnola. “E’ un’idea per attirare attenzione e raccogliere più pubblico possibile”. “Potrebbe sembrare un concetto sessista, in realtà è un sottolineare la potenza della donna, la sua capacità procreatice”, filosofeggia la rocker senese, prima di piazzare uno slogan impertinente: “tette per un tetto”. I soldi ricavati dal concertone, così come richiesto dal sindaco dell’Aquila e dalle autorità locali, dovranno infatti servire a finanziare la ricostruzione nel capoluogo della scuola Edmondo De Amicis, notevolmente danneggiata dal sisma, ma anche l’acquisto di case in legno per i terremotati; tra i beneficiari ci saranno anche la Onlus “Aiutiamoli a vivere” e paesi come Camarda, semidistrutto dal terremoto e visitato personalmente, qualche giorno fa, dalla Nannini.
Roberto De Luca, organizzatore dell’evento, spera di raccogliere almeno un milione di euro, al netto di Iva e delle spese vive di gestione, grazie all’incasso dei biglietti: 25 euro per accedere al prato, al primo anello laterale, al secondo e terzo anello, 150 euro per un posto privilegiato in primo anello tribuna rossa (i tagliandi sono acquistabili dalle 10 di domani mattina, senza diritti di prevendita, nei circuiti abituali; potranno essere comprati anche presso le casse dello stadio nei giorni delle partite di campionato). “Spenderemo il meno possibile”, assicura De Luca. “Consorzio San Siro Duemila, Inter e Milan ci hanno concesso l’utilizzo dello stadio a titolo gratuito e il palco ci è stato gentilmente offerto dai Depeche Mode, che suonano a San Siro due giorni prima. Tutte le cantanti e i loro musicisti non percepiranno alcun compenso. Mi auguro che vigili e ambulanze prestino anche loro servizio gratuito, così come pullman e tram. Inoltre, stiamo raccogliendo i contributi di diversi sponsor”: tra questi Mtv Mobile powered by Tim e Mtv Italia, che all’evento dedicherà massiccia promozione sulle sue piattaforme via etere, satellite e digitale e uno speciale in onda nei giorni immediatamente successivi al concerto. “Se abbiamo pensato a una diretta tv? Sì, ma non ci è sembrato il caso di rendere le cose più complicate di quanto già sono” spiega De Luca. “Però filmeremo tutto per un dvd. E potremmo portare dei maxischermi all’Aquila, così da far partecipare direttamente la popolazione locale”. Intanto si verificherà un evento mai visto: diretta del concerto a reti unificate su Radio Rai e tutti i network radiofonici, per un pubblico potenziale stimato in oltre 30 milioni di persone.
La parola passa di nuovo alle protagoniste: Loredana Bertè, incontenibile, propone l’intervento di Sky, suggerisce l’ingresso a pagamento alle prove e rievoca un vecchio motto sessantottino (“prima le case, poi le chiese”). Anna Tatangelo suggerisce che ogni artista tiri fuori qualcosa di tasca propria. Elisa sottolinea l’importanza di esserci, e la Mannoia (arrivata in extremis) fa in coro con la Pausini la solenne promessa: “Sull’arrivo a destinazione dei fondi raccolti garantiamo noi. Ci mettiamo la nostra faccia”. Poi intervengono le altre: Alessandra Amoroso, Malika Ayane, Aida Cooper, Arisa, Ivana Spagna, Iva Zanicchi, Syria, Paola e Chiara, la sconosciuta Senit, l’abruzzese Simona Molinari, Irene Fornaciari, Dolcenera, Jo Squillo, Nicky Nicolai, Donatella Rettore, Chiara Canzian, Andrea Mirò, L’Aura. “Ci sarà anche Giorgia, che oggi non è potuta venire”, aggiunge la Pausini. “Altre, come Ornella Vanoni e Alexia purtroppo non potranno esserci perché quella sera hanno un concerto. Cosa canteremo, il 21 giugno? E’ presto per dirlo, questa è la prima volta che ci incontriamo dopo un fitto scambio di telefonate e di sms. Sicuramente non sarà un 'Laura Pausini & friends', non è questo il senso. Io vorrei che tutte potessero cantare, e che ognuna di noi scegliesse le sue canzoni più famose: così il pubblico non si annoia, perché quello dovrà anche essere un momento di distrazione e di gioia. Speriamo di poter fare duetti e collaborazioni, vedremo. Intanto sono felicissima che questa idea sia andata in porto. Al di là delle chiacchiere e delle reciproche gelosie che ci attribuiscono, siamo qui”.
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