Nine Inch Nails, la nuova applicazione iPhone censurata dalla Apple

Nine Inch Nails, la nuova applicazione iPhone censurata dalla Apple
“Contenuti sconvenienti”: con questa motivazione la Apple ha rifiutato a Trent Reznor dei Nine Inch Nails il lancio sull’AppStore di un aggiornamento dell’applicazione per iPhone da lui sviluppata e chiamata “nin:access”. La casa di Cupertino si riserva il diritto di bocciare programmi che rimandano a testi, immagini, elaborazioni grafiche e fotografie oscene, pornografiche, diffamatorie o in qualche modo ritenute offensive: e sembra che, nel caso dei NIN, il casus belli sia scoppiato con riguardo ad alcuni testi contenuti in “The downward spiral”, l’album del 1994 che molti considerano il capolavoro del gruppo e alla cui aura maledetta contribusce il fatto di essere stato registrato a Cielo Drive 10050, la villa di Beverly Hills in cui nel 1969 i membri della “famiglia” di Charles Manson massacrarono l’attrice Sharon Tate e i suoi ospiti.
La reazione di Reznor non si è fatta attendere: “Che cosa volete che cambiamo, per rispondere ai vostri stupidi, fottuti standard”?, ha scritto sul sito della band invitando la Apple a ripensare radicalmente la sua politica e ricordando che su iTunes si possono regolarmente acquistare film come “Scarface” e videogiochi come “Grand theft auto”. Nell’intervenire sulla vicenda, il musicista americano ha ricordato anche una vecchia polemica con i grandi magazzini Wal-Mart a proposito della censura apposta alla vendita dei prodotti musicali. “Molti gruppi, compresi i Nirvana, inciamparono su se stessi nel tentativo di eliminare certe parole dai testi o di cambiare le copertine dei loro dischi in modo da soddisfare i requisiti di decenza imposti da Wal-Mart. Lo fecero perché Wal-Mart vende un sacco di dischi. I NIN si sono sempre rifiutati di farlo, e noterete che da Wal-Mart lo spazio riservato ai nostri dischi è sempre piuttosto vuoto”.
Secondo il sito HITS Dailydouble, tuttavia, il rifiuto di Apple potrebbe avere motivazioni economico-industriali oltre che di principio: pare che Reznor volesse rendere disponibile l’intero “The downward spiral”, in forma di streaming o di download, a tutti gli utenti dell’applicazione. Dando il via libera, Apple sarebbe entrata direttamente in concorrenza con se stessa e le offerte di iTunes. E avrebbe di fatto scavalcato la Universal, casa discografica che ha tuttora il disco in catalogo, mettendo a rischio i rapporti tra le due società.
Dall'archivio di Rockol - Nine Inch Nails: perché si chiamano così?
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